Ora la Raggi sarà contestata anche dal figlio laziale: storia di una brutta figura

Tempi duri per il nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi. Oltre ad avere un’opposizione spietata (ed anche esagerata) contro e gli occhi puntati su qualsiasi cosa dica e faccia, adesso ci si mette pure lei a complicarsi la vita da numero uno della Capitale.

In che modo? In sostanza “tradendo” quella che dovrebbe essere la sua fede calcistica (quantomeno una simpatia da lei stessa confermata) per la Lazio.

Proprio così e questa volta la società biancoceleste aveva pensato ad un’iniziativa lodevole nei suoi confronti e, soprattutto, nei confronti del figlioletto, tifosissimo laziale.

In questi giorni é infatti circolata una foto della Raggi in compagnia di suo figlio Matteo con indosso la maglia numero 87 di Antonio Candreva, appena ceduto all’Inter.

Il nuovo responsabile della comunicazione del club capitolino, Arturo Diaconale, ha così pensato di procurare, per il piccolo, la casacca di questa stagione. E ha ritenuto che quella di Ciro Inmobile potesse essere la più apprezzata. Sicuramente sarebbe stato così. Peccato che Matteo quella maglia non l’abbia mai ricevuta.

Diaconale, dopo essersi procurato la T-shirt, ha infatti tentato in tutti i modi di mettersi in contatto direttamente col sindaco per fissare un incontro. Nulla da fare, perché dopo esser stato letteralmente rimbalzato da una parte e dall’altra, da collaboratori a segretari della prima cittadina capitolina, é arrivata la risposta della Raggi (o di chi per lei). “No grazie, il sindaco non può schierarsi apertamente ed essere etichettata come tifosa laziale. Deve mantenere imparzialità, anche nel calcio”.

Discutibilissima giustificazione in primis e, in secondo luogo, la maglietta sarebbe stato un dono per il figlio, mica per lei. E sicuramente un regalo graditissimo.

Ma poi, cosa c’è di male se dovesse dire “Sì, sono laziale” come ha fatto il suo mentore Alessandro Di Battista che segue le partite in Curva Nord (pagando il biglietto)?

Peccato davvero, perché soprattutto in un momento storico dove, ad esempio, Francesco Totti viene idolatrato anche negli ambienti della politica, campo in cui nessun romanista si è mai posto il problema di nascondere il proprio amore per i colori giallorossi (di esempi ce ne sono un’infinità), un po’ di lazialità non avrebbe certamente guastato.

Quello della Raggi è stato un comportamento poco coraggioso, che ha mostrato, oltretutto, anche una bella dose di maleducazione.

Avrà sicuramente bisogno e tempo di lavorare, le staranno addosso tutti pronti a puntarle il dito contro in maniera ridicola, ma questa se la poteva risparmiare.

Perché se avesse accettato il regalo della Lazio avrebbe reso felice il figlio e fatto piacere anche ai tifosi biancocelesti.

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Un Commento

  1. pina said:

    Cosa ci si può aspettare da chi non rispetta un appuntamento con i ragazzi del catechismo venuti da tutta Italia. Che vuoi pretendere da chi non ha ancora composto la sua giunta? Quando inizieranno i primi 100 giorni di governo? Potete dire a Diaconale se può mandare la maglia a me, visto che, a gennaio , mi sono trasferita a Firenze ed ho rinnovato l’abbonamento. Quindi vengo in trasferta quando giochiamo in casa e spendo anche i soldi per freccirossa?????

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