Brescia: sesso tra agenti e detenuti con la vicinanza della Cgil

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Rapporti sessuali tra agenti di polizia penitenziaria e detenuti sia dentro che fuori il carcere: mentre la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sui fatti, la Cgil esprime solidarietà al personale femminile del carcere di Verziano.

Sarebbero due le agenti che hanno avuto rapporti con i detenuti (sia del reparto maschile sia di quello femminile). Secondo il Giornale di Brescia, che ha riportato la nota diffusa dalla Cgil Lombardia della Polizia Penitenziaria, una di loro ha chiesto e ottenuto di essere trasferita a Bollate, mentre la seconda sarebbe in malattia. Nella stessa nota il responsabile sindacale ha espresso vicinanza e solidarietà al corpo della Polizia Penitenziaria e in particolare alle agenti in servizio nella struttura di Verziano.

Poi, la frase di rito: “Auspichiamo che la Procura della Repubblica di Brescia effettui le indagini in breve tempo – ha scritto Lo Presti – facendo luce sulla vicenda”. Sempre secondo quanto ha raccontato il Giornale di Brescia, alcuni detenuti avrebbero compiuto prestazioni sessuali con due agenti all’interno dell’istituto, così come all’esterno durante i periodi di semilibertà: pratica che ovviamente non è consentita dal regolamento del penitenziario.

Eppure il sesso tra guardie penitenziarie e detenuti non riguarda solo l’Italia: nei mesi scorsi un’agente del carcere di St.Louis, nel Missouri, è stata accusata di avere avuto tre rapporti sessuali con un detenuto rischiando quattro anni di reclusione per ognuno. Nei mesi scorsi, invece, proprio nel nostro Paese si è parlato dell’arrivo delle ‘love rooms’ (leggi qui), ovvero le stanze per concedere qualche attimo di intimità sessuale ai detenuti, sia donne che uomini. Come è stato raccontato su questa testata, sono 31 i Paesi aderenti all’Unione europea che hanno introdotto gli spazi destinati ai reclusi per vivere qualche ora nella privacy più totale con il proprio partner.

Peccato che a schierarsi contro le ‘love rooms’ è stato proprio il sindacato di polizia penitenziaria: Daniele Capece, segretario generale del Sappe, “Ci opporremo in tutti i modi perché questo provvedimento diventi realtà” aveva dichiarato a Il Tempo. “Esistono i permessi premio – ha detto – durante i quali è possibile vivere la propria affettività”. A destare preoccupazione, anche l’aspetto relativo alla sicurezza: “Il detenuto si chiude lì dentro da un minimo di 12 a un massimo di 24 ore e non c’è nessuno che possa verificare cosa accada realmente tra quelle mura”. Chissà cosa ne pensa, invece, del sesso tra agenti e detenuti…

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2 Commenti

  1. mrpornogratis said:

    Il sesso tra i detenuti e le guardie carcerarie non lo si trova spesso nelle notizie, ma non deve sorprendere che si verifichi. Una delle circostanze in cui si verificano più reati sessuali è quando vi è un rapporto in cui una parte ha potere sugli altri e questa situazione esiste chiaramente qui. Tremenda la mancanza di difesa dei prigionieri non consenzienti.

  2. Pingback: Brescia: sesso tra agenti e detenuti Scatta l'inchiesta del carcere a luci rosse • NSM-Il Blog

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