Strage Avellino: guardrail marci, Autostrade per l’Italia a processo

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Comincia mercoledì ad Avellino il processo contro i vertici di Autostrade per l’Italia per la strage avvenuta nel luglio 2013, quando un pullman precipitò dal viadotto causando la morte di 40 persone.

A pochi giorni dalla richiesta di condanna verso l’allora ad di Ferrovie Mauro Moretti per la strage di Viareggio (leggi qui), ora si apre un nuovo processo che riguarda un’altra strage e coinvolge un’altra azienda italiana. Tra le accuse pesantissime c’è quella di omicidio colposo: la corriera precipitò nel vuoto dal viadotto autostradale Acqualonga, mentre percorreva la Napoli-Canosa, nel comune di Monteforte Irpino. A perdere la vita furono i 40 fedeli provenienti da Pozzuoli e da altri comuni flegrei che stavano tornando da un pellegrinaggio a Pietrelcina per una visita a San Pio. Gli imputati sono l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, il direttore generale Riccardo Mollo e altri dieci funzionari e dirigenti della concessionaria: Michele Reni, Paolo Berti, Nicola Spadavecchia, Bruno Gerardi, Michele Maietta, Gianluca De Franceschi, Gianni Marrone, Massimo Fornaci, Marco Perna e Antonio Sorrentino.

Immediatamente dopo la tragedia, si cercò di ricostruire la dinamica che ha portato alla morte delle 40 persone innocenti: l’ingegnere che giunse immediatamente sul luogo dell’incidente su richiesta dei magistrati provvide a far sequestrare subito tutta la zona. Dalle indagini risultò che il pullman Volvo era in condizioni pessime e circolava grazie ai documenti falsi procurati da due funzionari della Motorizzazione di Napoli, imputati anche loro per omicidio colposo plurimo.

Ma le indagini portarono anche alle gravi responsabilità di Autostrade in materia di manutenzione: secondo il procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, che ha coordinato il lavoro dei sostituti Cecilia Annecchini e Armando Del Bene, Castellucci e i suoi uomini, i vertici di Autostrade per l’Italia “avendo l’obbligo giuridico di farlo, non impedivano il gravissimo incidente avvenuto sull’autostrada A16 Napoli-Canosa, al km. 32+805 direzione Napoli (…) per colpa consistita in negligenza, imperizia ed imprudenza”.

Le barriere di cemento, note con il nome di New Jersey, avrebbero dovuto contenere la spinta del bus: invece, vennero travolte e il pesante mezzo precipitò da un’altezza di circa 25 metri causando la morte di 40 dei 49 fedeli.

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