Iran, Ayatollah Khamenei: “La bici? Immorale strumento di corruzione”

La guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha decretato – non si sa su quale base – che la bicicletta deve essere vietata alle donne, poiché è uno pericoloso strumento di corruzione.

Sarebbe interessante aprire il cervello di quest’uomo e tentare di capire come funziona e quali siano i meccanismi che gli permettono di fare questi astrusi ragionamenti che in qualunque altra parte del mondo sarebbero immediatamente bollati come ridicoli e lui confinato a fare lo scemo del villaggio, figuriamoci la guida spirituale dell’Iran.

Dunque, dicevamo: la bicicletta come strumento pericoloso per l’integrità morale e fisica delle donne. Sì, perché oltre ad essere un aggeggio del maligno mette anche a rischio la verginità della donna che pedala con troppa foga sul sellino. Quindi niente, basta. Bicicletta bandita. E corpi a anime salvi.

Fortunatamente, però, le donne iraniane sono molto più intelligenti del loro Ayatollah – che deve aver avuto un’infanzia davvero triste – e per questo motivo hanno scatenato una “rivolta” social su Twitter, con l’hashtag #IranianWomenLoveCycling (Le donne iraniane amano andare in bici) stanno postando fotografie e video mentre pedalano in luoghi pubblici, sprezzanti del pericolo di corrompere le loro anime.

A invitare le sue connazionali a lottare per rivendicare il loro diritto di andare in bicicletta è stata la giornalista Marih Alinejad che, con il suo movimento “My Stealthy Freedom“, è impegnata da sempre nella lotta contro il velo obbligatorio.

Anche perché, come al solito, quella dell’Ayatollah è una liberissima interpretazione della fatwa 38 che recita: «Andare in bicicletta, guidare un’ automobile o ricorrere a un qualsiasi mezzo di trasporto è di per sé lecito. (…) Tuttavia, una donna deve rispettare le usanze islamiche quando va in bicicletta, essere quindi abbigliata in modo islamicamente corretto ed evitare il contatto fisico con gli uomini. Quando alla possibilità che le adolescenti perdano l’ imene: è importante tenere conto di questa possibilità».

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