Autostrade: dai ricavi alla strage di Avellino, tempi duri per Benetton

autostrade benetton

Comincia oggi il processo che coinvolge Autostrade per l’Italia (ovvero Benetton) nella strage di Avellino avvenuta nel 2013 in cui persero la vita 40 persone: eppure la tragedia ha avuto il merito di rendere noto il contratto che ha fatto la fortuna di Atlantia.

Purtroppo in Italia si è parlato di conflitto di interessi (politica-editoria) o di monopolio (televisivo) solo per attaccare l’ex premier Silvio Berlusconi: negli anni è stata totalmente dimenticata un’altra presenza assai ingombrante, ovvero quella del gruppo Benetton nei principali settori dell’economia italiana. Beni pubblici, ricavi privati: è quello che emerge dai documenti pubblicati dal Fatto Quotidiano e che riguarda il contratto stipulato nel 2007 tra Autostrade per l’Italia e Anas quando il ministro dei Lavori Pubblici era Antonio Di Pietro.

I 2.850 chilometri di rete autostradale sono di proprietà dello Stato e vengono dati in concessione alla società Autostrade che si impegna a gestirli e a curarne la manutenzione in cambio dell’esazione dei pedaggi. Non è certo un caso se sulle arterie autostradali si trovino le catene alimentari Autogrill, anche queste di proprietà di Benetton.

Passano i governi (da Prodi a Berlusconi, da Monti a Letta fino a Renzi) e passano anche i ministri (Di Pietro, poi Matteoli fino a Passera, poi ancora Lupi e per finire Delrio), ma la presenza di Autostrade-Benetton è sempre solida. Non solo, col mutare dei contesti politici, si assiste anche ad una diminuzione del traffico sulla rete autostradale: quello del 2015 è stato inferiore del 7% a quello del 2008. Eppure, magicamente, i pedaggi che entrano nelle casse di Autostrade per l’Italia sono aumentati. Come mai? L’impresa è riuscita grazie all’aumento dei pedaggi: dai 6,4 centesimi medi per chilometri del 2008 si è arrivati agli 8,3 del 2015. Nel 2007 – anno in cui è stato stipulato benedetto da Di Pietro – si prevedeva che tra il 2008 e il 2015 venissero percorsi 433 miliardi di chilometri previo pagamento di pedaggi per totali 22,8 miliardi di euro. In questo caso, la convenzione è stata stipulata senza prevedere che i ricavi da pedaggi risultassero superiori alle previsioni.

I ricavi di Autostrade, in otto anni, sono di 4,5 miliardi superiori al previsto. Come è stato raccontato su questa testata, occorrerebbe spiegare agli italiani come mai le tariffe venivano lo stesso incrementate anche quando il traffico invece aumentava, gli incassi salivano e i profitti volavano (leggi qui).

Un altro interrogativo riguarda l’impiego dei ricavi: i continui rincari sono stati sempre giustificati con la costruzione di nuove arterie o con la riqualificazione delle autostrade già esistenti. Il processo sulla strage di Avellino che comincia oggi farà chiarezza su quei guardrail che non hanno retto l’urto del pullman precipitato dal viadotto di Acqualonga: i cavi che dovevano tenerli ancorati – secondo i periti della Procura di Avellino – erano corrosi, come se non ci fossero “da almeno un decennio”. Mentre Autostrade e Atlantia distribuivano dividendi per 4,7 miliardi di euro.

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