Roma: dopo le Olimpiadi, no anche ai Mondiali di rugby

Dopo la rinuncia alla candidatura alle Olimpiadi del 2024, arriva anche il ritiro da quella ai mondiali di rugby nel 2023.

Per la precisione, il ritiro della candidatura è arrivato dalla Federazione Italiana Rugby che ha parlato di una decisione presa “a seguito delle consultazioni degli ultimi giorni con la presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Coni“. Lo ha comunicato nelle scorse ore il Presidente della Fir, Alfredo Gavazzi: “Da sempre strettamente collegata a quella di Roma 2024 – aggiunge il numero uno della Federazione – la candidatura alla Rugby World Cup 2023 non ha più le condizioni per proseguire”.

L’annuncio della candidatura, invece, era arrivato ad inizio settembre: i criteri principali richiesti per ospitare la competizione si basano sugli obiettivi principali richiesti da World Rugby, la federazione mondiale della palla ovale, fra i quali stadi e infrastrutture adeguati ad ospitare eventi internazionali del massimo livello, garanzie pubbliche e un clima adeguato, in un contesto geografico che favorisca gli spostamenti dei fan.

La Federugby si era già candidata per le edizioni del 2015 che si è svolta in Inghilterra e quella del 2019 che si disputerà in Giappone, con il supporto da Studio Ghiretti oggi SG+ e dal gruppo media Havas Italia. Entrambe le candidature però ebbero esito negativo.

La scelta del Paese che si aggiudicherà i Mondiali di rugby del 2023 verrà annunciata nel novembre 2017.

Nelle scorse edizioni la Fir si era candidata senza il suppprto dell’eventuale assegnazione delle Olimpiadi nella Capitale, eppure in queste ore sembra che il ritiro della candidatura sia legato a doppio filo con il no alla candidatura voluto dalla giunta Raggi. Il pericolo di una speculazione politica, ancora una volta, è dietro l’angolo.

Articoli correlati

*

Top