Roma: Spalletti da solo e una crisi senza fine

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Terminati i lunghissimi festeggiamenti per i 40 anni di Totti, è tempo di pensare a quella che è la realtà in casa Roma, ovvero una squadra che sta deludendo tutto il popolo giallorosso. Va bene ed è doveroso celebrare un campione come il Capitano, ma adesso è arrivato anche il momento di fare i conti con la situazione di una squadra che fatica tremendamente a trovare un’identità.

Spalletti sembra ormai un uomo solo al comando, non più il sergente di ferro, capace anche di non convocare e mandare in tribuna proprio Totti. E quel “piccolo uomo” pronunciato da Ilary Blasi è destinato a lasciare il segno.

I giocatori in campo tutto fanno, tranne che seguire il tecnico toscano e questo inizio di stagione è stato a dir poco deludente. Troppo facile esaltare vittorie “inutili” come quelle casalinghe contro Udinese e Crotone, se poi, puntualmente, arrivano sconfitte tipo Torino e Firenze, o il pareggio di Cagliari. Per non parlare, poi, dell’eliminazione, disastrosa anche in termini economici, dalla Champions League ai preliminari contro il Porto.

Ogni anno, puntualmente, si fanno proclami di scudetto dalle parti di Trigoria e, dopo pochi mesi, ogni sogno di gloria viene infranto. La piazza è furibonda con il presidente Pallotta, cui il suo unico desiderio sembra essere quello di realizzare questo benedetto stadio.

Stasera si torna in campo per l’Europa League, contro i  modesti rumeni dell’Astra Giurgiu. In un Olimpico praticamente deserto, la Roma è costretta a vincere. Anche se non basterà certo il successo di oggi per riportare il sorriso in casa giallorossa.

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