Fuga dal calcio: resistono solo i tifosi 

Non è più un paese per il calcio. O almeno, non come una volta. Ma é ancora un paese per tifosi, dove l’amore per il pallone equivale alla passione per la propria squadra. In sostanza, meno appassionati di calcio, più tifosi.

Secondo un sondaggio di Demos, pibblicato da “Repubblica”, il calcio resta comunque lo sport più seguito nel nostro Paese, anche se con un calo del 14% rispetto agli anni passati. Un dato di poco superiore rispetto ad altre discipline, come motociclismo e Formula 1.

Su 10 italiani, poi, 4 si reputano “tifosi”.

“Tra tutti questi tifosi – si legge su Repubblica- il 53% è costituita da ultrá. Con 10 punti più del 2010. Un ulteriore 31 per cento è, inoltre, composto da tifosi (che si dicono) caldi. Così, quasi l’85 per cento del tifo, oggi, esprime un forte grado di coinvolgimento”. 

Anche il popolo dei tifosi, così come quella degli appassionati di calcio, ha ridotto comunque la propria dimensione. Aumentando l’intensità dei sentimenti e dei risentimenti.

Scontato dire quale sia la squadra più seguita (e odiata da romanisti, napoletani e interisti) d’Italia. Rimane naturalmente la Juventus, con un terzo dei tifosi (sparsi in tutto il paese e nel mondo) italiani che sventola la bandiera bianconera. Secondo e terzo posto rispettivamente per Inter e Milan con il 14%. Subito dietro il Napoli (13%), cresciuto moltissimo negli ultimi anni come squadra tanto da guadagnarsi migliaia di nuovi sostenitori.

Quinta piazza per la Roma, poi, molto più distanti (5 e 4%) Lazio e Fiorentina. 

In generale, gli spettatori sono sempre di meno negli stadi italiani, che ormai si stanno svuotando di continuo. Il calcio si è trasformato più in uno spettacolo televisivo, che la gente preferisce seguire su Sky e Premium. Restano in trincea soltanto gli ultrà, che ancora dimostrano passione, attaccamento e senso di appartenenza nei confronti della loro squadra.

Questa “fuga” dal calcio deriva, secondo Demos, dagli ultimi scandali che hanno colpito il pallone italiano: corruzione, calcioscommesse e quindi gare truccate, criminalità.

Anche se non se la stanno certamente passando meglio in Inghilterra dove, a proposito di scandali, ne è scoppiato uno pesante: il giro di mazzette tra allenatori per favorire i trasferimenti di alcuni giocatori.

Insomma, un calcio marcio a tutti i livelli e in ogni paese. La fuga dallo sport più seguito al mondo sta diventando dunque inevitabile.

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