Roma: le confessioni di Sabella, gli appalti a Buzzi, i silenzi su Veltroni

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È un quadro allarmante quello confermato dalle dichiarazioni di Alfonso Sabella, magistrato nominato assessore alla legalità durante la giunta Marino.

Troppo spesso quando si parla di Mafia Capitale si pensa alle giunte guidate da Gianni Alemanno e Ignazio Marino. Un clima di omertà generale, soprattutto alimentato dalle solite testate romane e nazionali, tende a minimizzare – quasi a nascondere – il ruolo delle giunte precedenti, quelle targate Rutelli e Veltroni. Oltre al fatto che la Procura di Roma ha chiesto al gip l’archiviazione dell’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso contestata all’ex sindaco Gianni Alemanno, si dimentica anche l’operato dei sindaci precedenti. Eppure tra i “provvedimenti criminogeni” ci sono anche quelli della giunta Veltroni che portarono il Comune a spendere 3mila euro al mese per appartamenti in estrema periferia. “Quando cercammo di sostituire questo metodo con il buono casa – ha raccontato Sabella dal banco dei testimoni del processo su Mafia Capitale – e quelli della 29 Giugno erano già in galera, alcuni residenti vennero a raccontarci che erano stati minacciati”.

Come ha riportato il Messaggero, il sistema creato dalla politica ha avuto come risultato quello di costruire una vera e propria autostrada per la criminalità che attraversasse i corridoi del Campidoglio. La situazione raccontata da Sabella vedeva solo 8 o 9 gare ad evidenza pubblica a fronte di 13mila affidamenti a vario titolo “senza trasparenza”. Secondo il magistrato, però, con la giunta Alemanno sono state introdotte le “delibere criminogene” che assicuravano alle cooperative il 5% degli appalti per beni e servizi.

E grazie alla norma che non prevedeva controlli obbligatori sotto i 200mila euro, attraverso i frazionamenti artificiosi dei lavori, non c’erano verifiche. La differenza tra la giunta di centrodestra e quella Marino, della quale ha fatto parte lo stesso Sabella? Pressochè nessuna: “La giunta Alemanno aveva fatto molti nuovi affidamenti, noi andavamo in proroga”.

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