Carceri italiane come lager: detenuto in gravi condizioni non viene operato

“Lager di Stato”. Si potrebbero tranquillamente (e purtroppo) definire così le carceri italiane. Per sovraffollamento, per condizioni igienico sanitarie ai limiti della decenza, per colpa di ogni tipo di riforma andata fallita.

Una situazione davvero critica per molti detenuti che stanno scontando il loro debito con la giustizia.
Tante le storie di reclusi che lamentano una condizione disumana all’interno delle prigioni del nostro paese. Uno di questi è Stefano Frignani, la cui vicenda ha davvero del clamoroso (e del vergognoso).

Detenuto attualmente nel carcere di Viterbo, dopo aver pellegrinato per varie case circondariali italiane, l’uomo si trova in condizioni disperate.

La storia: È il 20 novembre del 2015, quando il suo legale, l’avvocato Alessandro Cacciotti, scrive all’ufficio del magistrato di sorveglianza di Viterbo, in merito alle condizioni di salute di Frignani. Al detenuto, visitato da medici interni alla struttura, è stata infatti riscontrata una grave patologia, più precisamente una “grave forma di parodontopatia con severo riassorbimento osseo di tipo orizzontale e conseguente perdita dell’anatomia che determina appiattimento della cresta ossea”. Scontato e necessario, dunque, un intervento chirurgico maxillo facciale, che possa risolvere il suo problema che sta compromettendo le funzione dell’apparato digerente, con gravi difficoltà per la masticazione (malattia contratta almeno 3 anni prima). “Valutata l’urgenza del caso, chiedo di fornire le opportune indicazioni affinché Stefano Frignani venga sottoposto alle cure necessarie presso la struttura che più verrà ritenuta idonea”. Nessun riscontro.


Passano quattro mesi e la situazione non migliora
. Anzi. La malattia del detenuto progredisce e nonostante un quadro clinico critico, Frignani non riceve alcuna cura. L’avvocato scrive nuovamente una mail, ma questa volta non soltanto all’ufficio del magistrato di sorveglianza di Viterbo, ma anche alla direzione sanitaria del carcere e al Garante per i detenuti, Stefano Anastasia, colui che dovrebbe appunto preoccuparsi e garantire che il recluso sconti la sua pena nel pieno del propri diritti.

Si chiede URGENTEMENTE di provvedere a porre in essere tutte le attività necessarie per la salvaguardia della salute di Stefano Frignani”. Niente da fare. La gravità delle condizioni del detenuto è acclarata, ma nessuno si preoccupa di trovare una struttura adeguata per farlo operare. Altri esami cui si sottopone non fanno altro che far emergere il peggioramento del quadro clinico.
Pochi giorni fa, l’avvocato Cacciotti ha inviato ancora una PEC (posta elettronica certificata), rivolgendosi anche al ministro della Salute, per segnalare l’assurda situazione del suo assistito. Nel frattempo, la Direzione Sanitaria, accertata (per l’ennesima volta) la criticità delle condizioni del detenuto, sembra aver inserito quest’ultimo in lista d’attesa per essere finalmente operato. Per un intervento relativo al polipo (altra patologia dell’uomo) alla gola all’Umberto I e per l’intervento maxillo facciale, il più urgente tra i due, al George Estman (le uniche due strutture in grado di accogliere e operare i detenuti). Rischia di non poter più parlare, né masticare Frignani.


Il problema è che, già se una persona è libera e non è “raccomandata”, una volta in lista d’attesa, possono passare anni prima che la situazione si sblocchi. Figuriamoci se uno è detenuto.
Inoltre, c’è un altro ostacolo, qualora si dovesse arrivare ad una svolta: il piantonamento. Essendo un recluso, Frignani avrebbe bisogno di almeno 4 agenti che, a turno, dovrebbero darsi il cambio ogni sei ore per controllarlo. Mettiamo che venga chiamato per l’intervento e che, proprio per quel giorno, non si dovesse trovare la disponibilità della Polizia Penitenziaria. Cosa succederebbe? Slitterebbe l’intervento di mesi.

Direzione sanitaria, Garante dei detenuti, giustizia italiana: tutti responsabili di un caso che, giorno dopo giorno, sta diventando sempre più drammatico

Articoli correlati

*

Top