Perizia Cucchi: ma chi pensano di prendere in giro?

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Tra qualche mese, chissà, possibile che proveranno a sostenere che Federico Aldrovandi sia scomparso per un improvviso mal di testa, che Giuseppe Uva abbia perso la vita per stress, che Gabriele Sandri sia inciampato su una pallottola e che tutti gli altri morti di Stato siano frutto di casualità. D’altronde ora stanno provando a sostenere la tesi che Stefano Cucchi sia deceduto per epilessia.

La notizia (uscita ieri) della nuova perizia depositata dagli “esperti” nominati dal Gip nell’ambito dell’inchiesta bis per accertare la natura, l’entità e l’effettiva portata delle lesioni patite dal geometra romano, fa molto discutere. “Una morte improvvisa ed inaspettata per epilessia in un uomo con patologia epilettica di durata pluriennale, in trattamento con farmaci anti-epilettici“, hanno scritto. Ma davvero c’è qualcuno che possa credere a questa tesi? Evidentemente sì.

Ma la famiglia Cucchi e i cittadini italiani non demordono e vogliono un processo per omicidio preterintenzionale. Perchè il giovane, morto il 22 ottobre del 2009, è stato picchiato a sangue mentre era in custodia dello Stato. Dovrebbe bastar questo per pretendere giustizia. E nella mente di tutti risuonano ancora le parole pronunciate in caserma dal maresciallo Roberto Mandolini (rivelate ai legali di Cucchi dal militare Riccardo Casamassima), che hanno poi riportato all’apertura di un nuovo processo. “Quei due con Cucchi hanno esagerato, è successo un casino, hanno massacrato di botte un ragazzo”.

Picchiatori travestiti da carabinieri, accanitisi su un ragazzo totalmente inerme, che poi è deceduto. E il perito Introna sostiene, come ha scritto Ilaria Cucchi su Facebook, “che coloro che lo hanno violentemente pestato, rompendogli la schiena in più punti, non sono responsabili della sua morte”.

Ma chi pensano di prendere in giro?

 

 

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