De Vrij e quel paragone con Nesta: storia di un predestinato

de vrij

“Piacere, Stefan De Vrij”. Così potrebbe esser presentato il difensore della Lazio ogni volta che ferma un avversario in area di rigore. Una frase ricorrente che i tifosi biancocelesti amavano utilizzare quando ancora giocava Alessandro Nesta, uno dei giocatori, senza dubbio, più forti del mondo in quel ruolo. Una bandiera laziale, ammainata, forse, troppo presto.

Ancora presto per un simile paragone. Il calciatore stesso ha smorzato l’entusiasmo e le aspettative su di lui. “Io come Nesta? Spetta a me dimostrarlo. Lui è un campione, io no”.

Ma è inevitabile tessere le lodi al centrale olandese, colonna portante della difesa biancoceleste. Erano anni che non si vedeva un simile talento. Elegante, perfetto, silenzioso, nessun intervento scorretto. Una classe sopraffina, tipica di un predestinato, un ragazzo eccezionale anche fuori dal campo. Mai una polemica, mai una parola fuori posto.

Professionista esemplare, è entrato subito nel cuore dei tifosi che hanno patito per oltre un anno la sua assenza. Si è ripreso la Lazio (e la nazionale olandese) De Vrij, dopo il lungo infortunio che subito aveva fatto parlare gli scettici: “Non tornerà più come prima”. La realtà è che Stefan sembra poter diventare molto più forte di prima.

La società adesso non deve farselo sfuggire, gli facesse un contratto da top player il prima possibile, lo blindi a vita. Perchè non capita tutti i giorni di ritrovarsi in casa un simile calciatore.  Nel club capitolino, l’ultimo arrivo di uno straniero che aveva fatto molto bene ai campionati del Mondo era stato Paul Gascoigne che, dopo Italia 90, si trasferì alla Lazio l’anno seguente.

Sulla sua maglia il numero 3, manca solo un “1” prima e potrebbe davvero essere il nuovo Sandro Nesta.

 

Articoli correlati

*

Top