Rugby: bullismo in Accademia, ma non criminalizziamo uno sport sano

rugby

Non c’è pace per la Fir: la federazione della palla ovale si trova ad affrontare un nuovo caso di bullismo, questa volta avvenuto nell’Accademia di Mogliano, una delle strutture federali. C’è chi non ha perso occasione per gettare fango sul rugby.

Sul banco degli imputati del Tribunale dei minori di Venezia dovranno comparire quattro giocatori che farebbero parte del giro della nazionale minore, ancora minorenni all’epoca dei fatti. “Rugby, dal terzo tempo al bullismo” ha titolato il Corriere della Sera, specificando “L’Accademia tra calci, pugni e spranghe”. Il mix tra l’immagine dello sport di contatto come quello della palla ovale e il fenomeno deplorevole del bullismo può essere davvero letale.

L’accusa è quella di violenza privata e sessuale, stalking, estorsione e rapina. Leggendo l’articolo, però, viene qualche dubbio: la matricola, ad esempio, sarebbe stata derubata del credito telefonico per visionare film pornografici sul suo smartphone. Ora, la prepotenza va sempre condannata, ma si può davvero parlare di estorsione e rapina per un gesto come questo? Il confine tra sano nonnismo e bullismo da condannare è molto sottile. Chi ha commesso delle violenze su altri ragazzi deve pagare, ma in una squadra di rugby si crea un ambiente fatto di sacrificio negli allenamenti e goliardia negli spogliatoi che molto spesso aiuta i più timidi ed introversi a migliorarsi nelle relazioni con gli altri. Il timore, però, è che ci sia un clima di ostilità non solo verso il rugby, ma verso tutti gli sport di contatto. Troppo spesso si assiste ad un linciaggio verso casi di bullismo non accertati o ingigantiti, ma che associati al rugby creano una “notizia bomba”. Come quella riguardante il processo a un allenatore e ad alcuni dirigenti del Fiumicino Rugby che andranno a processo per “violenze su alcuni 14enni del vivaio”.

Chi ha vissuto la realtà di questa società sportiva assicura che sia stata ingigantita una vicenda per screditare un intero movimento: “Sono state riprese solo le dichiarazioni del genitore del bambino in questione” hanno dichiarato a L’ultima Ribattuta alcuni dirigenti del Fiumicino Rugby. “La storia riportata su tutti i giornali è ai limiti della fantasia. Non solo quelle persone erano intervenute su richiesta dei genitori che avevano segnalato confusione proveniente da una stanza, ma si erano allarmati perché credevano che il ragazzo fosse svenuto nella doccia. Una volta aperta la porta del bagno si erano accorti che si era nascosto sotto il letto: così lo hanno rimproverato, ma senza commettere alcuna violenza”.

Nessuna “spedizione punitiva”, dunque: ma oltre a sbattere il mostro in prima pagina, qualcuno si diverte ad accostare il rugby al bullismo.

Articoli correlati

Un Commento

*

Top