Aborto, in Polonia le donne esultano: ritirata legge su divieto totale

Dopo la protesta montata nei giorni scorsi in Polonia, con 100mila donne in rivolta, il Parlamento ha fatto marcia indietro e ha deciso che non introdurrà il divieto totale di aborto. Resta comunque in vigore l’attuale legge, comunque molto – troppo – restrittiva. Ma è comunque un passo avanti.

Le donne polacche hanno vinto sul Pis, il partito politico polacco di destra, di ispirazione conservatrice ed euroscettica che aveva proposto una legge lesiva dei sacrosanti diritti di una donna a decidere se portare avanti o meno una gravidanza. «Non ci sarà un divieto totale di aborto», ha spiegato al Financial Times il vicepremier Jaroslaw Gowin, le proteste «ci hanno fatto pensare e ci hanno dato una lezione di umiltà».

I deputati del Pis di Jaroslaw Kaczynski e i liberali hanno bocciato il testo: 352 dei 450 parlamentari hanno votato contro e 18 si sono astenuti. «Pis è e sarà sempre dalla parte della vita ma l’impatto del divieto di aborto può essere contrario ai risultati desiderati» – aveva affermato Kaczynski poco prima del voto. «Noi rispettiamo tutte le voci e le opinioni sull’aborto» – ha aggiunto il premier Beata Szydlo che ha colto l’occasione anche per annunciare un programma di sostegno del governo alle famiglie con bambini disabili.

 

Il testo di legge presentato in Parlamento prevedeva la possibilità di ricorrere all’aborto solo in una situazione, ovvero qualora la gravidanza avesse messo seriamente in pericolo la vita della madre. Nessuna possibilità di ricorrere all’interruzione della gravidanza nemmeno qualora fosse il risultato di uno stupro, di un incesto o in presenza di gravi patologie irreversibili per il nascituro. Possibilità che restano quantomeno con l’attuale normativa.

Va da sé che è inconcepibile il divieto imposto a ricorrere all’aborto semplicemente qualora la gravidanza sia indesiderata. La scelta spetta sempre e comunque alla donna. Anche perché l’alternativa, spesso, è il ricorso all’aborto clandestino. Con tutti i rischi che comporta (leggi qui).

 

 

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