Roma: dopo l’addio di Sabatini è caccia ai giornalisti “calamari e ubriaconi”

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Walter Sabatini

Dopo mesi di tira e molla, di voci, di smentite, è arrivato il giorno dell’addio di Walter Sabatini dalla Roma. Una storia di un divorzio annunciato, di una storia finita da un pezzo della quale doveva essere solo scritta la parola “the end”.

L’uscita di scena del diesse di Marsciano sembra stia dando origine ad un vero e proprio regolamento di conti all’interno della stampa romana, di parte giallorossa. D’altronde, i media capitolini sono sempre stati divisi sull’operato di Sabatini; c’è chi lo ha sempre difeso a spada tratta, parlando delle sue decine e decine di milioni di euro di plusvalenze ottenute dalla vendita di parecchi giocatori, chi invece lo ha attaccato perché la Roma non è mai riuscita a vincere nulla da quando è arrivato. C’è poi chi lo ha iniziato a criticare cavalcando l’onda attuale del malcontento dei tifosi.

Oggi sul “Tempo” c’è un articolo significativo, da cui si evince, appunto, questa disputa tra la stampa capitolina. “Adesso che Sabatini non c’è più, in molti tireranno un sospiro di sollievo, perché fin troppe volte è stata data a lui la colpa degli insuccessi giallorossi dell’era americana”. Ma è la chiosa finale ad assomigliare molto da vicino ad una vera e propria frecciatina. “Tornerà a fare quello che sa fare meglio: pescare fenomeni. Non rispondeva ai giornalisti? Beh, forse visto il trattamento fin troppe volte riservatogli, il tiro al piccione dei soliti calamari e ubriaconi, per certi versi faceva bene”.

Con chi ce l’aveva il Tempo? Chi sono quei giornalisti “calamari e ubriaconi” cui fa riferimento? È quello che si chiedono tutti, dopo aver letto l’articolo di stamattina…

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