Ignazio Marino, scusa se ti chiamo amorale

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato prosciolto dalle accuse di falso e peculato per quella brutta storia degli scontrini pagati con la carta di credito assegnatagli dall’amministrazione capitolina.

La Procura aveva chiesto la condanna a tre anni, ma per il gip “il fatto non sussiste”. In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, va però sottolineato come quantomeno l’ex primo cittadino della Capitale avrebbe fatto una migliore figura a stare zitto, invece di commentare la sentenza con parole fuori dalla grazia di Dio.

Sì perché si tratta comunque di uno che ha la coscienza sporca e che quindi, forse, farebbe meglio a mantenere un profilo basso. Bassissimo. Si ricordi la vicenda risalente al 2002, quando l’allora luminare di cardiochirurgia dovette dimettersi senza condizioni da tutti gli incarichi legati alla prestigiosa University of Pittsburgh Medical Center, dopo l’accusa infamante di aver intascato 8mila dollari di rimborsi spese ritenuti irregolari perché ottenuti presentandoli in copia sia in Italia che negli Stati Uniti.

Quel fatto sussiste, eccome. E rappresenta comunque un’onta.

Basti pensare che gli Usa non ci hanno pensato due volte a licenziare in tronco il generale Ron Lewis, uno degli ex collaboratori militari più alti in grado del segretario americano alla Difesa Ash Carter, indagato per aver “abusato della carta di credito governativa durante le trasferte usandola per spese personali, di aver fatto dichiarazioni ufficiali false su tale uso improprio, e di aver tenuto altri comportamenti inappropriati“.

Che differenza c’è tra uno che striscia la carta “aziendale” in uno strip bar per soli uomini e uno che la utilizza per pagare cene amichevoli spacciandole per incontri di lavoro? Entrambi sono rappresentanti delle Istituzioni accusati di aver abusato della loro posizione e di essersi “divertiti” a spese dei contribuenti.

Entrambi sono da allontanare dalla scena in quanto hanno tenuto un comportamento non consono al loro ruolo. Una questione di decenza.

Invece no. Intanto Marino non riesce proprio a tacere o quantomeno a non risultare irritante nel commentare il proscioglimento. “Sono felice, aspettavo questo esito perché sapevo di essere innocente“. E ancora: “Ringrazio la giustizia, di fronte ad accuse infamanti e a comportamenti dei media e della politica molto pesanti, è stata finalmente ristabilita la verità. Desidero ringraziare innanzitutto i miei avvocati, che  si sono battuti con passione, dedizione e professionalità“.

E poi la stoccata finale: “Quanto al mio futuro politico, che molti di voi mi chiedono, devo dire che non è questo il momento per prendere decisioni ma è invece un momento di riflessione su quello che è stato e su quello che verrà“. Che intendeva dire con “futuro politico”? È una minaccia?

Articoli correlati

*

Top