Fiorespino all’Istat, anche i sindacati vogliono vederci chiaro

L’Istat potrebbe dover aggiornare le sue statistiche sulla disoccupazione, aggiungendo un numero in più: quello di Valerio Fiorespino che rischia di perdere il lavoro di capo del dipartimento tecnico DIRM ancor prima di iniziare.

Non ci vuole un genio per capire che Fiorespino all’Istat (più precisamente a capo del Dipartimento per la raccolta dati e lo sviluppo di metodi e tecnologie per la produzione e diffusione dell’informazione statistica) ci sta come i cavoli a merenda. (leggi qui)

Se ne sono accorti anche i rappresentanti della FLC CGIL che hanno presentato una richiesta di accesso civico agli atti per cercare di capire secondo quale astruso criterio, Valerione nostro sia stato selezionato per ricoprire un incarico così specifico, senza averne le competenze.

Scrivono i sindacati: «Abbiamo utilizzato lo strumento dell’accesso civico agli atti, così come riformato dal cosiddetto “FOIA” di recente approvazione, per chiedere conto dei requisiti del dottor Fiorespino, visto che non appare essere né un dirigente di ricerca o dirigente tecnologo né un dirigente di amministrazioni pubbliche né un “esperto della materia”».

Chi ce l’avrà mai piazzato Fiorespino nel feudo Pd?

Hai voglia a dire (come hanno fatto i capoccia dell’Istat) che l’ex dirigente Rai è stato che selezionato “nell’ambito di un ampio e qualificato ventaglio di manifestazioni di interesse”. Perché quei pignoli della FLC CGIL hanno deciso di chiedere l’elenco di tutti coloro che hanno preso parte alla selezione per quella poltrona e i relativi curricula.

Ci sarà da ridere.

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