Stadio Olimpico, multato per aver esposto uno striscione sulle multe

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La sanzione è stata elevata ad un tifoso della Roma, autore in occasione della gara contro la Sampdoria all’Olimpico di un messaggio ironico.

Siamo arrivati al ridicolo o alla frutta, fate voi. A questo equivalgono i 167 euro di multa che dovrà pagare un tifoso romanista, reo di aver esposto l’11 settembre scorso nella curva nord dello Stadio Olimpico l’effigie del vigile Otello Celletti (alias Alberto Sordi), accompagnata dall’ironico gioco di parole “Multras”.

Nel giro di un mese si è visto recapitare la salata sanzione, pubblicata prontamente dall’avvocato Contucci sul suo profilo Facebook, elevata per aver “contravvenuto al regolamento d’uso dello stadio Olimpico”. Ci si domanda allora come sia stato possibile che la persona coinvolta non sia stata avvisata dal personale appositamente preposto, prima ai varchi di prefiltraggio e poi nelle fasi di controllo, che il materiale che portava con sé non era idoneo e non aveva il diritto di accedere nell’impianto.

Controlli inefficaci? Personale impreparato? Oppure la volontà postuma di limitare la libertà di espressione e reprimere un dissenso verso misure punitive veramente ridicole, che cercano di disincentivare l’afflusso dei tifosi all’Olimpico.

Non bastavano infatti le multe per chi cambia posto, ora viene sanzionato chi osa ribellarsi verso regole dettate da chi, in un impianto sportivo, non ci ha mai messo piede e non afferra la cultura che si respira in quei settori, su quelle gradinate.

Ci sembra un’ingiustizia bella e buona, funzionale a chi vorrebbe i tifosi davanti ad un televisore, seduti su un comodo divano.
Riscrivere le regole, subito, per evitare che lo stadio Olimpico si trasformi in una landa deserta. E forse è già tardi.

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