Icardi, presunzione e spocchia: distrutto il rapporto con i tifosi

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Mauro Icardi, un gran bel giocatore e nient’altro. Di sicuro, una presunzione tale quella del giocatore da portarlo alla rottura (quasi) definitiva con i tifosi dell’Inter. Quegli stessi tifosi che fino all’altro ieri lo invocavano come un idolo, adesso lo criticano duramente. Almeno la curva.

E la colpa è soltanto dell’argentino e della sua faccia tosta. In primo luogo, la domanda che sorge spontanea è: ma a 23 anni, senza mai aver vinto nulla, con una sola presenza in Nazionale (datata 2013), e con 60 reti in Serie A, come può saltargli in mente di scrivere un’autobiografia?

A quell’età bisognerebbe solamente correre, sudare, dimostrare di essere campioni anche fuori dal campo. Poi, a fine carriera, o dopo aver vinto almeno un paio di scudetti, puoi avventurarti nel raccontare i tuoi successi e le tue storie di calcio. Come hanno fatto i più grandi di questo sport (e non solo), non certo Icardi.

Raccontare poi la propria versione dei fatti sul post partita di Sassuolo del febbraio 2015, in quel modo, attaccando e sfidando un popolo intero, è stata davvero un’azione immotivata per certi versi folle e irrispettosa. Sia nei confronti dei tifosi che lo hanno sempre sostenuto (anche davanti al trattamento riservato a Maxi Lopez), sia della società che lo ha eletto capitano. L’argentino, inoltre, non ha avvertito nessuno del club dell’uscita della sua autobiografia. Ha mentito poi Icardi, perchè (come testimoniano anche le immagini) nessun bambino quel giorno prese la maglia che lanciò al settore ospiti. Un’invenzione di sana pianta che non poteva lasciar indifferente la piazza nerazzurra.

Inutile adesso parlare con i soliti luoghi comuni della “curva interista pericolosa” e raccontare di un’aggressione, falsa, sventata al calciatore da “40 ultras imbestialiti”. Tesi farneticanti, smentite tra le altre cose anche dalla moglie Wanda Nara e dall’ormai ex capitano interista. Sotto casa di Icardi c’era soltanto lo striscione, fotografato, in risposta alla sua sparata“Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene… Porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto…”.

“Noi ci siamo”, il messaggio dei tifosi. “Quando arrivano i tuoi amici argentini?”.

Come finirà questa diatriba? Un piccolissimo spiraglio di pace con la Curva Nord esiste ancora: Icardi deve togliersi la fascia da capitano, ritirare il libro dal commercio e pensare solo ad onorare la maglia dell’Inter. Questa l’unica condizione per (ri) accettare Icardi ed acclamarlo nuovamente. Ma ad oggi, più che una spaccatura, si è creata una enorme voragine.

 

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