Inutilità della Consob: attenti a comprare diamanti e fondi dalle banche

diamanti report consob

È una compravendita molto discussa quella dei diamanti che viene proposta dalle banche ai propri clienti: prezzi gonfiati e società private che fanno da intermediarie con l’inquietante silenzio della Consob.

Anche se non ci sono investimenti a rischio zero, l’obiettivo di chi si è messo qualche soldino da parte è sempre quello di veder fruttare il proprio gruzzolo. Tra i metodi che sempre più spesso gli istituti finanziari propongono ai propri clienti ci sono i fondi di investimento: oltre all’oro, però, sono i diamanti quelli che vengono pubblicizzati maggiormente proprio dai dipendenti delle banche a cui i clienti si rivolgono.

Nella puntata di ieri sera, però, la trasmissione Report ha messo a fuoco come il prezzo della vendita finale di un diamante acquistato attraverso Intesa Sanpaolo, risulti gonfiato attraverso una serie di commissioni. Un cliente, infatti, ha raccontato del suo acquisto di un diamante da mezzo carato per la cifra di 7mila euro avvenuto tramite uno sportello dell’istituto finanziario. Una volta a casa, con la certificazione in mano, ha cercato su internet il valore di quel tipo di diamante sui principali siti: Idex, ad esempio, lo ha valutato 2.700 euro, mentre la stima di Blue Nile arrivava a 2.200 euro. Il listino Rapaport, che riporta quotazioni universalmente riconosciute, arrivava a valutare 4.709 euro il mezzo carato. Un noto gioielliere romano, invece, è arrivato a valutarlo addirittura 1.700 euro.

Come mai, dunque, un prodotto offerto da una banca come Intesa Sanpaolo arriva a costare addirittura il doppio o addirittura il triplo del reale valore? “Tutti gli anni i diamanti aumentano di valore” è la risposta degli addetti ai lavori. Ma quali sono queste entità che stabiliscono i prezzi e propongono la vendita di diamanti? Società come Diamond Private Investment (che lavora per Intesa) o Intermarket Diamond Business (Unicredit, Carige Banco Popolare) si inseriscono all’atto della compravendita del gioiello. Se il cliente crede di comprarlo direttamente dalla banca, in realtà lo acquista attraverso queste società descritte come facenti parte dell’istituto finanziario, mentre sono vere e proprie società private.

A creare confusione, poi, ci sono anche numeri e immagini che descrivono l’andamento del valore del diamante negli anni. Uno di questi grafici è comparso sul Sole 24 Ore: all’apparenza sembrava un articolo di economia e finanza, peccato che dal giornale abbiano spiegato come in realtà si trattasse di un’inserzione pubblicitaria regolarmente acquistata da una delle società. Chi determina, quindi, i prezzi e il valore di mercato del diamante? Gli addetti ai lavori ripetono che quello del diamante è un andamento molto più lineare rispetto a quello speculativo dell’oro, ma non è così: il rapporto Rapaport degli ultimi dieci anni ha dimostrato come la quotazione del diamante sia rimasta stabile intorno al 2005/20066 per poi scendere, risalire e riscendere nuovamente nel 2013.

A vigilare sugli investimenti che le banche propongono ai risparmiatori dovrebbe essere la Consob, guidata da Giuseppe Vegas, già al centro dell’attenzione di Report che rese nota la lettera di Claudio Salini, direttore nel 2011 della divisione emittenti (leggi qui). Nella lettera, Salini aveva formalizzato per iscritto che gli uffici stavano eseguendo l’ordine da lui dato “per le vie brevi” di non chiedere più alle banche di inserire gli scenari probabilistici nei prospetti informativi per l’emissione di obbligazioni subordinate. Ora, invece, secondo l’organismo di vigilanza i diamanti non sono prodotti finanziari, quindi le banche possono liberamente venderli. Secondo i dati circa 8mila risparmiatori ogni anno acquistano diamanti, per circa 150 milioni ogni anno: le società intermediarie e le banche si leccano i baffi. Anche grazie alla Consob.

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2 Commenti

  1. Gm said:

    Io sono uno di quelli che si è fatto abbindolare da una nota banca per investire una parte dei miei risparmi per l’acquisto di 3 diamanti da mezzo carato tramite la IDB e solo dopo la trasmissione di Report su RAI 3, ho scoperto con molta tristezza e rabbia di essere stato truffato, consapevole di aver speso il doppio del reale valore di mercato. Ora come potrò avere un po’ di giustizia?

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