L’Europa mette finalmente al bando il marchio “Mafia”

Mafia

Per l’Ue e la Spagna non era così ovvio, evitare che si facesse pubblicità supplementare alla Mafia.

C’è voluto infatti l’intervento di Coldiretti per indurre l’Unione Europea a vietare l’uso del termine “Mafia”, utilizzato da una catena di ristoranti spagnoli per caratterizzare il proprio brand.

“La Mafia se sienta a la mesa” (la mafia si siede a tavola), c’è scritto sulla vetrina di questi punti di ristoro sparsi per la penisola iberica. Un gesto veramente lugubre e anche macabro, quello di utilizzare una parola che è comunemente associata (questa volta sì) al male assoluto.

E nessuno come la Coldiretti siciliana sa quanto l’accostamento tra Mafia e Made In Italy sia offensivo e pericoloso. E partendo da questa base, è entrata in guerra contro il marchio che inneggia alla criminalità organizzata nostrana da alcuni anni.

“L’Ufficio marchi e disegni, divisione cancellazioni dell’Unione europea – ha annunciato Coldiretti – ha infatti deciso di accogliere il ricorso dell’Italia per l’invalidità del marchio alla catena di ristoranti spagnoli “La Mafia”, che però ha presentato ricorso”.

E ci vuole veramente coraggio nel contrastare un provvedimento così ovvio, teso a scoraggiare ogni “vergognosa strumentalizzazione di un marchio negativo non solo per l’isola ma anche per l’Italia, che plaude allo stop che riguarda un gruppo di quasi 40 ristoranti in tutta la Spagna con più di 400 dipendenti, e che ha costruito la propria immagine proprio sulle storie criminali italiane facendo mangiare i clienti sotto i murales dei gangster più sanguinari da Vito Cascio Ferro a Lucky Luciano, fino ad Al Capone”, aggiunge Coldiretti.

Tempo fa fu presentata un’interrogazione parlamentare che chiedeva al governo italiano di intervenire sulle autorità iberiche affinché venisse cambiato il nome della catena. Ma queste ultime avevano risposto che “la loro normativa non consente di intervenire, in quanto non viene ravvisato un collegamento diretto tra il termine mafia e la Repubblica italiana ma indicherebbe una generica organizzazione criminale dedita al raggiungimento dei propri interessi. E per queste ragioni il nome della catena dei ristoranti non violerebbe la normativa spagnola sui marchi”.

Da questa spiazzante risposta a mettere in mezzo l’Unione Europea il passo è stato breve, e finalmente si è arrivati ad una prevedibile quanto sacrosanta conclusione della faccenda.

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