Una nuova vita per i mitici pullmini della Volkswagen

Volkswagen

A Firenze, in un’officina specializzata, tornano a rivivere mezzi della Volkswagen caduti nel dimenticatoio.

Si chiama “Oficina T1 Specialist”, e si è prefissata il compito di rigenerare i pullmini Volkswagen che i proprietari (e la storia) avevano ingloriosamente accantonato in un angolo. Chiamatele auto d’epoca, bollateli come mezzi vintage, ma la loro estetica veramente poco ricercata ma allo stesso tempo accattivante avrà frotte di fan anche fra cent’anni.

Li avete visti nei telefilm, nelle pubblicità, nel film “Ritorno al futuro” portava i terroristi libici sul luogo dove cercano di assassinare Emmet Brown e su di esso (per la verità era un T2), in “Miss little Sunshine”, viaggiava la famiglia Hoover verso la città che ospita il famigerato concorso di bellezza.

Anche con i mattoncini della Lego è possibile ricreare il famoso pullmino, che di certo non spicca per bellezza. E forse l’essenzialità spartana delle sue linee e l’utilizzo proletario che se ne faceva lo ha consacrato e fatto tornare in auge.

Ma dove li trovano, gli esemplari scassati ed arrugginiti del Volkswagen T1, i titolari della carrozzeria fiorentina? Semplice, in Sudamerica, dove forse non vedono l’ora di disfarsi degli ingombranti mezzi per dotarsi di una quattroruote più moderna. Un po’ come gli abitanti di certe zone rurali, immersi in un Italia profonda, a cui non interessano gli Special 50 della Piaggio (meglio conosciuti come “specialini”) che, invece di trattare come cimeli storici, sfruttano fino alla fine per poi cederli a pochissimo prezzo ad amatori che sanno dargli il giusto valore.

Lo stesso fanno i ragazzi dell’Oficina T1 Specialist che comprano a poco, rimettono a lucido e rivendono a tanto (si parla di decine di migliaia di euro) T1, Bulli, Splitties o Samba Volkswagen.

“Il primo 15 vetri del ’69 l’ho venduto a una nota azienda italiana per uno spot di biscotti con il calciatore Kakà”, afferma Mauro Altamore, l’ideatore del progetto, che constata come in poco tempo i prezzi siano aumentati esponenzialmente. “Un bel T1 con targa italiana – dichiara – che cinque anni fa valeva 20 mila euro, oggi ne può valere 50 mila, mentre i Samba più ricercati superano i 100 mila”.

Da mezzi preferiti da hippies e fricchettoni sono diventate in breve quattroruote di lusso. A giustificare i prezzi esorbitanti c’è sia una grande domanda a cui si contrappone un’offerta esigua, sia “un restauro può costare dai 5 mila ai 50 mila euro, e in molti casi non ci sono ansie da certificazioni – dice Altamore – perché ognuno lo ordina secondo il proprio gusto e l’uso che ne deve fare”.

Personalizzare, adeguare il prodotto alle esigenze del singolo cliente (o usando un brutto termine adattato dall’inglese, “customizzare”), è questa la parola chiave che spinge molti a svenarsi pur di accaparrarsi un pullmino Wolkswagen d’annata, rimesso a posto come piace a loro. E sottostando alla dura legge del mercato, che non fa sconti a nessuno.

 

Articoli correlati

*

Top