La Polizia Locale si prende i meriti sulla viabilità intorno allo Stadio Olimpico

Polizia Locale

Raffaella Modafferi, vice-comandante del Corpo di Polizia Locale di Roma, ci vuol far credere che i miglioramenti siano dovuti al loro operato.

C’è da rimanere basiti, leggendo le disarmanti dichiarazioni rilasciate a “Leggo” dalla dirigente del Gruppo intervento traffico, che traccia un bilancio sul piano viabilità attuato nelle zone limitrofe allo Stadio Olimpico.

Il vice-comandante del Corpo di Polizia Locale capitolino spiega infatti che in solo due mesi “i tempi di deflusso si sono ridotti moltissimo. Anche con lo stadio pieno, al massimo in venti minuti siamo nelle condizioni di far defluire tutti i tifosi, mentre prima i tempi erano di un’ora, anche un’ora e mezza, con un importante lavoro sulla viabilità: chiusure strade, fermi a vista e deviazioni. Ovviamente, il traffico congestionava le principali arterie di quel quadrante. Tutto questo ora non c’è più. Il nostro lavoro spesso si limita al deflusso dei pedoni per gli attraversamenti sulle strisce, o per le auto nei pressi dei parcheggi dedicati”.

Ma dai? Davvero i tempi di deflusso si sono ridotti moltissimo e il traffico non congestiona più le principali arterie? Ma non sarà mica perché lo stadio è semi deserto? E quando mai l’Olimpico è stato riempito in questi ultimi tempi? Si tratta di un’ottimistica supposizione, vero? E non è che la chiusura delle strade e le deviazioni hanno trasformato l’andarsi a vedere una partita di calcio in una sorta di avventura?

Ma la Modafferi ne è intimamente convinta: è per merito della nuova disciplina del traffico veicolare che la situazione intorno all’impianto è migliorata, non il suo progressivo spopolamento.

Tutto viene ovviamente fatto per la sicurezza, e non c’è dubbio che un migliore e più rapido deflusso la favorisca, ci mancherebbe. Ma il nostro parere diverge sulle cause di questo “miglioramento”.

E annuncia che “il 12 novembre, in occasione dell’incontro di rugby Italia-Nuova Zelanda, verrà applicato il piano utilizzato per il torneo Sei Nazioni, che comporta la combinazione tra mezzi pubblici, due ruote e auto, ma solo negli spazi consentiti”, forse credendo che il match possa costituire un valido banco di prova per testare il piano messo a punto dai Vigili, dal momento che è prevista una grande affluenza di pubblico.

Ma noi sappiamo che non lo sarà del tutto, anzi, perché molti verranno in treno da fuori Roma. Questi esperimenti, dunque, dovranno per forza essere fatti quando lo Stadio Olimpico tornerà a popolarsi come una volta per una partita della Roma o della Lazio.

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