Roma e Ferrara: migranti imposti, reazioni e soluzioni diverse

Mentre a Roma nella tendopoli di via Ramazzini questa mattina verso le ore 7 sono arrivati altri migranti, a Gorino (Ferrara) i residenti bloccano nella notte l’accoglienza di 20 profughi.

A Monteverde, quartiere della Capitale in cui ci sono gli spazi della Croce Rossa che ospitano le tende per profughi e clandestini, i cittadini continuano a protestare e a lamentarsi per i continui arrivi di pullman. Inutilmente. A fronte di immigrati che vengono destinati all’interno di via Ramazzini, non corrispondono trasferimenti di persone destinate a lasciare la tendopoli.

Come è stato già affrontato su L’ultima Ribattuta, gli spazi in cui sono sprte le tendopoli sono della Croce Rossa che in questo modo ammortizza le spese ricevendo i fondi stanziati dalla prefettura. Il dubbio sulle modalità di impiego di tali fondi aumenta dal momento ce vengono lanciate campagne per la raccolta di abiti e materiali per l’inverno, come quella raccolta dal Pd.

Storia leggermente diversa, invece, a Ferrara: i migranti dovevano essere ospitati nella struttura ricettiva Ostello Bar “Amore-Natura”, ai cui titolari la prefettura ha notificato nel primo pomeriggio la requisizione parziale del piano superiore dell’edificio e delle camere (5 per un totale di 30 posti letto) che avrebbero dovuto accogliere 12 donne e 8 bambini. Attenzione: a questi, si sarebbero poi aggiunte altre 7 persone. “Ci hanno contattato nelle settimane scorse per chiederci se eravamo interessati a mettere a disposizione gli spazi – ha raccontato alla testata Estense Paolo Fabbrini, socio titolare dell’attività – ma abbiamo espressamente rifiutato. Alle 14 ci hanno notificato il sequestro dei locali e annunciato che entro 40 giorni sarebbero stati occupati”.

Il sindaco nella serata di ieri era all’interno dei locali in attesa dei profughi e dei clandestini da accogliere per dare loro il benvenuto: ha atteso invano dal momento che la protesta di cittadini e politici locali ha ottenuto i risultati sperati. Dopo la mediazione raggiunta con prefettura, carabinieri e polizia, grazie all’intervento del sindaco di Ferrara e di altri comuni della provincia, i profughi sono stati dirottati, temporaneamente, ad altre strutture della provincia ferrarese. Ora si attenderanno altre proteste nei luoghi prescelti.

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