Il perbenismo immigrazionista condanna Goro e assolve la Capalbio vip

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A qualcuno non è andato proprio giù che i cittadini di Goro e Gorino siano riusciti a difendersi da un prefetto che voleva imporre i profughi – ovviamente descritti come donne e bambini – nella cittadina.

Hanno scritto “La piramide di persone senza cuore” oppure “I trecento di Goro e il loro slogan ‘prima gli italiani’ sono la vergogna di questo Paese”. Testate e giornali – i soliti, quelli progressisti e immigrazionisti – hanno fatto a gara a dipingere come mostri trogloditi i cittadini di Goro e Gorino solo per essersi ribellati (in maniera peraltro totalmente pacifica). Ma dov’erano quando le stesse proteste erano state avanzate dai vip illustri dall’alto delle loro ville di Capalbio con la copertura del sindaco, Luigi Bellumori ovviamente Pd? Dove erano quando il Principe di Capalbio, Nicola Caracciolo sosteneva: “Bisogna essere prudenti, comprendere i problemi del territorio e capire che ci sono territori un po’ speciali”?

Goro e Gorino non sono chic come Capalbio e risulta antipatica la battuta del prefetto Mario Morcone: ai proprietari delle strutture da requisire che gli hanno risposto di essere al completo, Morcone ha replicato ironicamente “me le immagino le orde di turisti che affollano queste zone”.

Per una volta che i cittadini, abbandonati dallo Stato, si autodifendono e si autotutelano vengono considerati razzisti, xenofobi e tutto lo strascico di termini puntualmente utilizzati in queste occasioni. E pensare che proprio il prefetto Morcone aveva provveduto a requisire gli spazi per inserirci i profughi o richiedenti asilo. Non si ricordano provvedimenti simili per soccorrere cittadini italiani rimasti senza lavoro o senza casa, magari passata nelle proprietà della banca a cui non si riusciva a pagare il mutuo.

Evidentemente i cittadini di Goro e Gorino hanno sventato un’altra trappola, quella più subdola ovvero quella retorica delle “donne e bambini da accogliere”Nigeria, Nuova Guinea e Costa d’Avorio: di queste persone nessuna arriva da zone di guerra. Certamente arrivano da zone in grave difficoltà, ma con questo ragionamento l’accoglienza diventa un discorso davvero impossibile, più di quanto lo sia ora.

Quasi nessuno, infine, ha voluto ricordare che oltre alle 12 donne e agli 8 bambini era previsto l’arrivo di altre 8 persone pochi giorni dopo. E poi? Quante altre persone sarebbero arrivate? Basti pensare alla tendopoli della Croce Rossa a Roma, nel quartiere Monteverde: una struttura nata con l’obiettivo di ospitare temporaneamente 350 ospiti, che oggi ne ospita molti ma molti di più. Di donne e bambini, secondo i residenti del quartiere, neanche l’ombra.

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Un Commento

  1. Toni said:

    Il problema di fondo è che troppi non ragionano con il loro cervello ma con il cervello di qualcun altro. Prendiamo ad esempio la Boldrini, dice che i migranti sono risorse, tutti i giornali ad applaudire, ma nessun giornale dice che la sorella della Boldrini gestisce qualcosa come 25 associazioni che fanno affari d’oro coi “migranti”. Migranti che fuggono da una guerra, però i giornali non dicono che il 97% di chi arriva qui in Italia proviene da paesi che non hanno guerre in corso. Fuggono dalla fame e dalla miseria, ma allora cosa dobbiamo fare? Sfamare il circa mezzo miliardo di africani che muoiono di fame affamando nel contempo gli italiani?!? Che ce lo dicessero chiaramente, a quel punto vediamo quanti politici rimarrebbero dopo la rivoluzione…

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