“Ora ho il terrore di denunciare”: il dramma di chi investe in diamanti

diamanti

Oltre a scoprire di aver pagato un prezzo per niente vantaggioso, chi ha investito in diamanti ora si trova ad aver paura di denunciare la propria situazione per timore di non riuscire a rivenderli in futuro, come ci è stato raccontato da una persona che li ha comprati.

È un vero e proprio dramma quello di chi ha deciso di investire nell’acquisto dei preziosi: come è stato raccontato su L’ultima Ribattuta che ha rilanciato il servizio di Report, ci si trova sistematicamente di fronte a prezzi gonfiati e società private che fanno da intermediarie. E tutto questo avviene con l’inquietante silenzio della Consob. Molto spesso, a proporre l’acquisto di diamanti tra le forme di investimento ci sono le banche, attraverso alcune società che vengono descritte come affiliate agli istituti finanziari, mentre in realtà sono aziende autonome e indipendenti. È quanto è successo alla persona che ha contattato L’ultima Ribattuta dopo aver letto l’articolo “Inutilità della Consob: attenti a comprare diamanti e fondi dalle banche” (leggi qui).

Lo scambio di mail, però, è caratterizzato da un vero e proprio ripensamento: dalla denuncia di quanto vissuto in prima persona, all’auspicio di non fare troppo chiasso perché altrimenti ci si potrebbe trovare a non rivendere i diamanti. “Tramite un consulente finanziario interno – è la denuncia – la mia banca (Banca Popolare di Lodi) nel 2011 mi ha proposto di investire in diamanti una parte del mio patrimonio affidandomi ad una societa’ leader nel settore: INTERMARKET DIAMOND BUSINESS S.p.a. (www.idb.it). A detta della mia banca se si ha un’orizzonte temporale di medio/lungo termine è bene “mettere” qualcosa da parte anche nel diamante per proteggersi dall’inflazione ed evitare completamente o quasi i rischi di instabilità politiche internazionali”.

Secondo loro – prosegue il racconto – il diamante ha il più alto valore per unità’ di volume. La sua quotazione è destinata ad aumentare naturalmente, anche a causa del progressivo calo della produzione. E’ un bene assai raro e di grande prestigio. Non è sottoposto ad influenze politico-valutarie. E’ liquidabile in tutto il mondo, anche nelle situazioni politiche e sociali più difficili. Se acquistato con regolare fattura, il diamante è un bene di libera circolazione, perfettamente trasparente. Quando è certificato, è quotato internazionalmente. Non è imponibile fiscalmente. Sin qui tutto bene”.

Poi, però, ci si trova di fronte alle commissioni, salatissime: “Quelle che si prende la banca sono del 10-15% del valore d’acquisto, senza contare altre spese incluse nel prezzo d’acquisto del diamante che sono l’IVA, le spese di consegna, l’assicurazione, il guadagno per il broker ed altro. Inoltre c’è il rischio furto, rapina ecc. quindi quasi d’obbligo custodirlo e difatti, acquistando in banca 3 diamanti è per me stato necessario affittare una cassetta di sicurezza al prezzo di 96 euro all’anno. La IDB, secondo quanto comunica sui depliant, si impegna ad effettuare il riacquisto delle pietre su richiesta di un regolare mandato di disinvestimento, ma a condizioni onerose: ad esempio, sono previste penali decrescenti a partire dal 16% per il primo anno, fino al 7% dal settimo anno in poi. Dopo la delusione avuta dal cattivo investimento che ho avuto con la mia banca sono sempre dell’idea di aspettare il momento in cui, in base al contratto di acquisto fatto con la IDB, potrò (spero) rivendere a loro i diamanti, con la minore commissione possibile, sperando che li piazzino ad un altro “pollo” che ci caschi purtroppo come me”.

Ecco allora che inizia a prendere corpo il ripensamento della denuncia: “Spero che non nasca uno scandalo di portata tale da mettere in difficoltà la IDB, provocando l’impossibilità di rivendermi tra qualche anno le pietre, che con tanti sacrifici, avevo da loro acquistato a “prezzo gonfiato”. Ed è qui il punto, il sistema che si è creato, rende i clienti di queste società a loro volta involontariamente “complici” del loro inganno”.

Quindi, cosa fare? “Purtroppo, per il mio investimento devo pregare che non si diffonda troppo a livello mediatico questa truffa, bella e buona, devo sperare che non intervengano Consob, Banca d’Italia, Magistratura ed altre autorità, se no, dovrò dire addio al 50% di quanto investito…. (si metta nei miei panni!)”. Certo, impossibile non mettersi nei panni di chi si trova di fronte a una compravendita così poco vantaggiosa: è anche vero che il dovere di un giornalista è quello di informare per evitare che nuove persone si ritroveranno un giorno nella condizione del nostro lettore.

La sfiducia sembra prendere il sopravvento nell’acquirente che ci ha scritto: “Siamo di fronte a 2 grandi e potenti società che si occupano da decine di anni con successo, monopolizzando praticamente la vendita in Italia dei diamanti”, e poi ancora “sono necessarie grandi mobilitazioni e a mio modesto parere, siamo ben lontani per creare una causa contro questi colossi”. Nell’ultima mail, infine, si arriva addirittura ad assistere ad una difesa della società che ha venduto i diamanti: “…bisogna anche mettersi dalla partedi queste 2 società che quasi monopolizzano da decenni, in collaborazione con molte banche, il loro sistema di vendita dei diamanti …loro hanno una profonda conoscenza del mercato diamantifero mondiale, devono per forza di cose guadagnarci qualcosa, fare pubblicità, pagare l’analisi gemmologica di ogni pietra con relativo certificato e blister sigillato e numerato che accompagna ogni pietra, pagare i loro broker, pagare tutti quei sistemi di sicurezza atti a garantire il trasporto e lo stoccaggio dei diamanti, i costi del personale, le tasse, l’IVA, la commissione per le banche, il premio di produzione che va ad ogni promotore finanziario della banca che propone e porta in porto l’investimento, l’assicurazione valida il primo anno dopo la vendita per la totale copertura del prezzo d’acquisto… Tutte queste spese e qualcun’altra che avrò dimenticato, vanno per forza di cose ad influire non poco sul prezzo finale del diamante… È facile accusare qualcuno di prezzi troppo alti senza fare un’attenta riflessione su quelle che sono tutte le voci che compongono un prezzo di vendita. Quindi, direi di fare molta attenzione prima di fare un polverone inutile e dannoso, soprattutto per chi come me si trova in “ostaggio” con un contratto che mi lega mani e piedi alla politica commerciale di chi mi ha venduto i diamanti”.

Se il nostro lettore potrà aspettare che arriverà il tempo opportuno per rivendere i suoi diamanti alla società che glieli ha venduti, la speranza è che chi ha intenzione di fare questo investimento apra bene gli occhi.

Articoli correlati

Un Commento

  1. Loris said:

    Cosa posso fare per rientrare del mio investimento in diamanti? Non ci sono gli estremi per procedere con una denuncia di truffa per la banca, visto e considerato che mi ha consigliato questa forma di investimento “sicuro e a rendimento crescente continuo anche se non elevato”? Devo fare denuncia in Questura o dalla Guardia di Finanza?

*

Top