La “sfortuna” del cardinale Scola

Scola

Certo, non si può dire che Angelo Scola sia un cardinale fortunato. Entrato in conclave un anno e mezzo fa come uno dei più “papabili”, finì sconfitto dall’outsider (ma solo  per i nostri “informatissimi” vaticanisti) Jorge Mario Bergoglio.

Se ne tornò con le pive nel sacco a fare l’arcivescovo di Milano, dedicandosi alla cura delle anime, ai risvolti religiosi dell’Expò e al potenziamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore meneghina ai danni di quella capitolina.

Per cercare di dimostrare che la sua influenza in Vaticano era rimasta intatta, organizzò all’inizio di dicembre dell’anno scorso un’udienza da Papa Francesco di tutti i maggiorenti dell’Esposizione del 2015, fiore all’occhiello dell’arcidiocesi. All’ultimo momento, l’udienza fu annullata. Figuraccia del cardinale e altro campanello (senza bisogno dello Spirito Santo) della sfortuna di Scola.

Venerdì scorso,  era prevista la visita del Santo Padre al Policlinico Gemelli. L’arcivescovo di Milano si presenta a Roma in qualità di presidente della Fondazione Toniolo, che controlla l’Università Cattolica, per accogliere Francesco e concelebrare con lui la messa davanti ai malati e al personale di quello che ormai è stato ribattezzato “l’ospedale del Papa”. Mobilitazione generale, grande dispiego di mezzi per fare bella figura, ma ancora una volta, all’ultimo momento, il Pontefice dà forfeit.

Un’improvvisa indisposizione, è la giustificazione ufficiale; un fortissimo mal di testa frutto dello “stress” per un’agenda sempre troppo fitta di impegni. Sarà, ma certo che la sfortuna continua a perseguitare sempre il cardinale Scola, l’avversario del conclave. Una vera maledizione.

Peccato che due giorni più tardi, domenica, “Il Messaggero” abbia pubblicato un’intervista di due pagine a Papa Francesco in cui il Santo Padre non fa il minimo cenno all’episodio. Era stata raccolta prima dell’indisposizione di venerdì? Possibile. Vedremo come andrà a finire quando la visita al Gemelli (“non annullata, solo rinviata” hanno fatto sapere dal Vaticano) sarà fissata nuovamente. E soprattutto se ci sarà o no lo “sfortunato” arcivescovo di Milano.

Naturalmente, oltretevere non manca chi insinua che la sfortuna sia del tutto estranea ai mancati incontri tra Bergoglio e Scola. Qualcuno si spinge addirittura a mettere in relazione l’episodio del Gemelli con quanto sta emergendo dall’inchiesta sul Mose a proposito dei cospicui finanziamenti alla Fondazione Marcianum, quando l’arcivescovo di Milano era il Patriarca di Venezia ed organizzava a ciclo continuo convegni e incontri in laguna a cui venivano invitati e coccolati porporati e vescovi di prima fila che sarebbero potuti diventare potenziali elettori in conclave.

Cattiverie gratuite frutto dell’onda lunga che ha avvelenato il clima in Vaticano durante l’ultimo periodo del pontificato di Benedetto XVI°? Probabilmente sì, non c’è dubbio. Come cattiverie potrebbero essere le altre voci secondo le quali alla base del ”segnale” di Francesco potrebbe esserci il dissenso sulle “grandi manovre” all’interno dell’Università Cattolica:

1) smantellamento dell’ateneo romano in favore di quello milanese;

2) trattamento preferenziale delle autorità ecclesiastiche e laiche vicine all’ex-segretario di Stato ,Tarcisio Bertone, per il potenziamento dell’ospedale Bambino Gesù ai danni delle strutture pediatriche (alcune delle quali d’assoluta eccellenza) proprio del Policlinico Gemelli.

Insomma, un’alleanza Scola-Bertone che Francesco non vedrebbe affatto di buon occhio, impegnato com’è nell’opera di smantellamento dei potentati cardinalizi che non hanno nulla a che fare con la sua visione della Chiesa.

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4 Commenti

  1. Rossella said:

    Penso che Scola e Bergoglio abbiano più di qualche affinità. Scola non è un fondamentalista, un uomo che riesce a comprendere la grandezza rivoluzionaria di Marietta, al secolo santa Maria Goretti, non può essere un fondamentalista.

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