Miro Klose e l’addio al calcio: storia di un campione 

Danke Miro Klose. Il giocatore tedesco ha deciso: appenderà gli scarpini al chiodo per intraprendere la carriera da allenatore.

Inizierà subito, affiancando Joachim Low sulla panchina della Nazionale. Un percorso che, chissà, potrebbe portarlo un giorno ad essere ct della Mannschaft. Con quella gloriosa squadra che ha portato sul tetto del mondo, vincendo, da protagonista, il titolo nel 2014 in Brasile. Diventando il miglior marcatore nella storia dei Mondiali, segnando 16 reti con la maglia della Germania in quattro edizioni (2002, 2006, 2010 e 2014). Solamente monumenti del calcio mondiale erano riusciti a farlo: Pelè e Seeler. Ma Klose lo ha fatto più di tutti, stabilendo quel record che è il sogno di ogni giocatore. Perché anche lui é un monumento del calcio internazionale.

Capocannoniere della storia della Nazionale tedesca con 71 reti in 137 presenze (solo Lothar Mattheus ha vestito più volte la maglia della Mannschaft), Miro è stato per almeno un decennio uno dei centravanti più forti in assoluto.

Ha deciso di smettere Klose, rifiutando molte offerte provenienti dalla Germania, dall’Italia (Napoli) e da Usa e Cina che lo avrebbero riempito di soldi. No, grazie, ha risposto il tedesco. Con la sua classe e la sua eleganza che lo hanno contraddistinto durante tutta la sua gloriosa carriera.

Il mondo del calcio ringrazia ed esalta le sue gesta.

Quella della Lazio, dunque, è stata l’ultima maglia indossata da Klose prima di appendere gli scarpini al chiodo. 
Cinque anni con l’aquila sul petto, 139 presenze e 54 gol in campionato, 6 in Europa League, 3 in Coppa Italia. Un motivo d’orgoglio per il popolo biancoceleste aver potuto ammirare dal vivo un simile campione. Uno dei più grandi e vincenti che abbia mai messo piede a Formello.

Ai tifosi piace pensare che Miro, dopo aver indossato la casacca laziale, non abbia più voluto giocare per un’altra squadra. Perché si è innamorato di quei colori e non se l’è sentita di indossare una maglia diversa. Chissà, forse è andata proprio così…

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