Usa 2016, polemiche contro l’Fbi per l’inchiesta sulla Clinton

La candidata Dem Hillary Clinton

A pochi giorni dal voto che eleggerà il prossimo presidente degli Stati Uniti, scegliendo tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, scoppia la polemica contro l’Fbi.

Ad alimentarla è il New York Times che, citando fonti investigative, accusa il Bureau di aver interferito nelle elezioni rendendo nota una nuova inchiesta sulle email della Clinton.

La scorsa estate, infatti, seguendo la prassi evidentemente consolidata, il dipartimento di giustizia americano e l’Fbi concordarono di congelare momentaneamente altre due inchieste (una sulla fondazione Clinton e un’altra su Paul Manafort, l’allora presidente della campagna di Donald Trump) e non rivelarle proprio per non alterare l’opinione degli elettori su questioni comunque in divenire e basate ancora su pochi elementi probatori.

Eppure, quando sono saltate fuori le nuove mail della Clinton nelle indagini nei confronti di Anthony D. Weiner (leggi qui), l’ex marito di Huma Abedin, il braccio destro della candidata democratica “inspiegabilmente” (o forse il perché è evidente) il direttore dell’Fbi James Comey avrebbe deciso di infrangere il silenzio elettorale a pochi giorni dal voto, sicuro – secondo il New York Times – che le indiscrezioni sarebbero trapelate (come infatti è stato) e che lui avrebbe così evitato l’accusa da parte del Congresso di tener nascoste informazioni.

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