Zingaretti: “lo stadio della Roma? Dipende da chi lo ha proposto”

Stadio della Roma

Il presidente della Regione Lazio ha rilasciato delle dichiarazioni sibilline sul progetto dello stadio della Roma.

Domani inizia la tanto attesa Conferenza dei Servizi. Questa sarà la sede in cui verranno affrontati tutti i nodi di questa intricata faccenda. Ma già da adesso emergono diversità di vedute tra loro inconciliabili, e si preannuncia uno scontro tra Comune e Regione sul terreno del progetto del nuovo stadio della Roma.

Prima Michele Civita, assessore alle Politiche del territorio della Regione Lazio e poi il presidente Nicola Zingaretti hanno rilasciato dichiarazioni illuminanti in tema.

Civita ha spiegato che “avremo 30 giorni di tempo per determinare la nostra idea e della Roma. Ma il Consiglio Comunale e la Giunta di Roma devono prima approvare la convenzione con il soggetto proponente, che determina anche la tempistica. Prima andranno costruite le opere pubbliche e poi quelle private. […]  L’iter è iniziato dalla delibera (di pubblico interesse, ndr). Come prevede la legge c’è stato presentato un progetto preliminare, che è stato esaminato dalla Conferenza e, dopo la delibera, è stato dato un interesse pubblico e non è mai stato tolto. La delibera contiene una variante urbanistica e se non ci fosse stata, la Conferenza sarebbe stata organizzata da Roma Capitale. La Pubblica Amministrazione ragiona sugli atti formali. Se qualcuno ritiene che l’iter vada fermato mettesse in campo gli atti formali necessari […] La delibera d’interesse pubblico contiene che l’area in questione dovrà diventare simile ad una centralità urbana come prevede l’attuale piano regolatore di Roma”.

Continua dicendo che “la Regione valuterà nel merito i vari progetti. L’ambito di verifica della Regione è sulla base della proposta del Comune: potrà valutare le opere pubbliche e la loro qualità, il piano della mobilità pubblica e privata se è conforme. Non potrà entrare nel merito della delibera dell’interesse pubblico. Noi verificheremo con gli altri enti, in particolare con i vari ministeri, il progetto. Saremo seri, rigorosi e attenti perché se si verifica questa trasformazione questa deve essere per favorire tutta la città. Noi avremo una grandissima attenzione affinché le opere strutturali possano arrecare beneficio a tutto quel quadrante. Sicuramente abbiamo un problema sulla Roma-Lido, che ha problemi per quanto riguarda la viabilità privata. L’insieme di questi investimenti per le opere pubbliche vanno valutati con grande attenzione. E’ previsto un parco e diverse cose. Tutte le opere pubbliche saranno poste sotto la nostra attenzione”.

Civita conclude affermando che “le torri sono previste nel progetto complessivo in base alla legge sugli stadi ed alla delibera sull’interesse pubblico sono legate ad un piano economico finanziario che produce 400 milioni e le valuteremo. Bisognerà verificare in sede di Conferenza dei Servizi anche le torri”.

Zingaretti, puntualizzando molto sul tema della trasparenza, dal canto suo annuncia che “già da oggi sul sito sono pubblicati tutti gli atti e i documenti del progetto presentato, le cartine, le mappe non solo dello stadio ma anche delle infrastrutture pubbliche collegate”.

E si dice convinto che “bisogna fare le cose fatte bene e noi faremo di tutto per farle bene, trasparenti, nella legalità e nei tempi previsti. Questo è il contributo che noi possiamo dare, ed è anche la promessa e l’impegno che ci possiamo prendere. Siamo persone serie, abbiamo detto sin dall’inizio che ce l’avremmo fatta e creato le condizioni per la massima trasparenza. La Regione c’è e anche questa volta farà la sua parte. Poi dipende da chi lo stadio l’ha proposto (Roma Capitale, ndr), e in questo momento è un’altra istituzione, non siamo noi”.

Non c’è che dire, un modo furbesco per lavarsene le mani, tentando di addossare la responsabilità esclusivamente a Roma Capitale. La delibera di pubblico interesse comprendeva le torri, contestare e revocare quanto stabilito quasi due anni fa significherebbe andare incontro a potenziali penali che potrebbero costare a Roma Capitale milioni di Euro. Stralciare dal progetto le torri equivarrebbe a sconfessare in parte le delibera, e senza di esse non sarebbe nemmeno necessaria una variante del piano regolatore e la Regione non entrerebbe nemmeno in gioco. Ma costerebbe al Comune, ed i costruttori difficilmente andrebbero avanti con il progetto dello stadio, venendo a mancare i profitti milionari derivanti dallo sfruttamento dei tre grattacieli.

Un riassunto è d’obbligo: anche Berdini vuole lo stadio, ma solo questo, ed è chiaro. Le opere pubbliche le costruirà Roma Capitale, che di torri, cementificazione dell’area e speculazioni edilizie varie non vuole proprio sentir parlare.

Ma francamente ci domandiamo: con il progetto dello stadio della Roma, tolto l’onere di costruire stazioni, ponti, strade, che cosa c’entrano le tre torri fortemente volute dai costruttori e nemmeno troppo disdegnate (anzi, per nulla) dalla Regione Lazio?

 

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