Ospedale San Camillo: appalti truccati per il Giubileo, 10 arresti

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Dieci persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Roma: al centro delle indagini sono finiti gli appalti per i lavori di ristrutturazione dell’ospedale San Camillo in occasione del Giubileo della Misericordia.

Nel corso delle operazioni, i militari dell’Arma hanno proceduto al sequestro preventivo di tre immobili per un valore di oltre un milione di euro e delle quote societarie delle tre imprese coinvolte per un valore di 250.000 euro circa. Le persone raggiunte dalla misura cautelare sono ritenute responsabili a vario titolo dei reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, estorsione, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel mirino delle indagini, che vedono il coinvolgimento di 26 persone, ci sono i progetti di ristrutturazione del pronto soccorso e quelli per la realizzazione di nuovi posti letto per la terapia intensiva, nonché sulla ristrutturazione del padiglione Lancisi. In particolare, scrivono gli inquirenti, “è stata dimostrata la previsione a latere di un appalto di manutenzione, una serie di ulteriori servizi definiti fittiziamente come ‘complementari’ e risultati essere poi duplicazioni di prestazioni già eseguite”.

Poche settimane fa, sempre l’ospedale San Camillo era finito al centro delle polemiche per la morte di Marcello Cairoli in condizioni disumane. Il figlio aveva scritto una lettera nella quale sono stati raccontati gli ultimi attimi di vita del padre, malato terminale e morto nel bel mezzo della sala del pronto soccorso del San Camillo, tra gente comune, tossicodipendenti e persone che ridevano non avendo capito la gravità della situazione, che ha provocato anche la reazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (leggi qui).

Ora, dunque, un’altra tegola su un ospedale che non sembra avere pace.

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