Analfabetismo di ritorno, qualcuno regali un dizionario al portavoce di Napolitano

Le lettere inviate da Matteoli al Fatto e a Il Giornale

Se lo scrivi una volta può anche essere un refuso, una svista. Ma se lo scrivi due, per di più in due lettere distinte, è evidente che hai seri problemi di ortografia.

Giovanni Matteoli è il portavoce del presidente emerito Giorgio Napolitano. In due distinte lettere inviate alle redazioni de Il Fatto Quotidiano e de Il Giornale, il valente professionista – giornalista e da anni a fianco dell’ex Capo dello Stato, ancor prima della sua prima elezione nel 2006 – sbaglia a scrivere per ben due volte un verbo.

Gentile direttore – scrive a Sallusti – nell’articolo [bla bla bla] apparso sul suo giornale [bla bla bla] si sostiene, citando alcuni interlocutori per avvallarla, la tesi…” In un’altra lettera, stavolta al direttore del Fatto, scrive: “il suo giornale riprende e avvalla la tesi che…

Ora, qualcuno spieghi a Matteoli – di formazione politica nel Pci, ma di formazione scolastica evidentemente zoppicante – che se avesse fatto la fatica di prendere il dizionario e controllare, avrebbe evitato la pessima figura. Perché tra “avvallare” e “avallare” c’è una bella differenza.

Citiamo la Treccani:

avallare v. tr. [der. di avallo]. – Confermare, rendere credibile, dare credito: a. una promessa (di altri).

avvallare v. tr. [der. di valle]. – 1. Propr., far scendere a valle, e per estens. mandare in giù, affondare.

Il dubbio è che anche i direttori dei due giornali citati non se ne siano accorti. Oppure, perfidi, gli abbiano lasciato fare questa figura barbina.

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