Crollo Cavalcavia, indagati tre ingegneri (uno dell’ANAS) – I NOMI

Per il crollo del cavalcavia di Annone – che ha causato la morte di un pover’uomo – sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Lecco tre ingegneri: due della Provincia e uno dell’ANAS. A pagare, al solito, saranno i pesci piccoli.

Si tratta di Angelo Valsecchi, dipendente dell’amministrazione provinciale di Lecco (dirigente viabilità e infrastrutture); Andrea Sesana, ingegnere 35 anni di Oggiono (Lecco), responsabile del servizio concessioni e reti stradali; e Giovanni Salvatore, Capo centro manutentorio compartimento ANAS di Milano.

Da quel maledetto giorno in cui nessuno si è preso la responsabilità di chiudere al traffico il ponte lungo la strada provinciale 49 dal quale si stavano staccando calcinacci già dalla mattina (il crollo è avvenuto poco dopo le 17) ANAS e la Provincia di Lecco hanno continuato a rimpallarsi le responsabilità. (leggi qui) 

Nel frattempo, però, è venuto fuori che l’autorizzazione al transito al tir che ha fatto crollare il cavalcavia era stata rilasciata dalla Provincia di Bergamo (dove sorge la ditta proprietaria del camion) e prevedeva un peso massimo di 108 tonnellate.

Una domanda banale: che ne sa la provincia di Bergamo di come sono messe le strade e i ponti di quella di Lecco? (Di fatti, e vergognosamente, sul ponte non c’erano nemmeno i cartelli indicanti i limiti di peso). E poi, perché ha autorizzato un carico di gran lunga superiore a quello che era il massimo consentito – e sopportabile – da quel cavalcavia, già duramente provato dall’usura?

Non solo. ANAS ha fatto sapere che “resta comunque la singolarità del fatto che manchi il censimento dei trasporti eccezionali ossia di quelli superiori a 44 tonnellate ai sensi degli art. 10 e 62 comma 4 del Codice della strada, che quotidianamente attraversano i sovrappassi”.

Manca dunque un registro dei passaggi. E i permessi, a quanto pare, vengono pagati a forfait. Inoltre, badate bene, il tir trasportava coils, prodotti siderurgici suddivisibili, laddove il codice della strada – quando parla di trasporti “eccezionali” – fa riferimento a carichi indivisibili.

Perché chi ha dato l’autorizzazione (questa e tutte le altre) ha liberamente deciso di sottoporre a uno stress di peso non indifferente un cavalcavia – pagato con i soldi dei contribuenti – quando il carico poteva tranquillamente essere suddiviso? Esiste una “lobby siderurgica” che detta legge?

 

 

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26 Commenti

  1. Vito said:

    E sto presidente mette tutti di Terna. E tutti zitti. Chi lavora non prende promozioni e chi lecca lecca va avanti!!!

  2. Vito said:

    Dai su. In Italia nulla funziona. Quà la colpa è della provincia. Cmq si sa i lecca lecca vanno avanti. So tutti ingegneri calabresi, napoletani e caproni senza nessuna esperìenza. Ingegneri romani altre capre.

    • Geometra del Sud said:

      Vito, sono un geometra del Sud: dovresti metterti vergogna per gli insulti razzisti che scrivi nei confronti dei tecnici meridionali. Vorrei proprio capire cosa hai di più di un ingegnere calabrese, napoletano o del Sud. Ricordati che al Sud ci sono Università e Istituti gloriosi che hanno “partorito” tanti cervelli in fuga che hanno contribuito, come tanti ns padri, alla buona sorte del Nord… Vergognati! Giusi ma perché non moderi i commenti?

  3. mariamarino1945 said:

    Signori ma di cosa stiamo parlando? Non dimentichiamo il soggetto sotto osservazione ANAS. L’Anas non cambierà fintanto che le persone che ci lavorano continueranno ad operare al suo interno senza che si agisca direttamente sulle consuetudini di queste. Si tratta di soggetti cresciuti in quell’ambiente, soggetti che si sono riferiti per decenni ad un sistema basato sulla parentela, sull’affiliazione, sul servilismo… Molti dirigenti sono stati assunti direttamente con quell’incarico solo qualche anno dopo la laurea. Senza gavetta nè esperienze pregresse. I “NEO” dell’Anas. Gli eletti. Scelti perchè prescelti? Ma dai suvvia… Ci stupiamo che tutto crolli inesorabilmente?

    • cool said:

      ANAS, nel caso in argomento, è assolutamente estranea alle cause che hanno determinato il crollo del cavalcavia, e questo articolo ne è la dimostrazione eloquente. Purtroppo questo paese continua ad essere una triste fucina di maldicenti, gente irrispettosa del lavoro di tante persone oneste e competenti, per dirla con i versi del poeta “non ti curar di lor …………”

  4. Trottolino said:

    Qualcuno ha notizia dei sindacati calabresi? Annunciano procedure di raffreddamento finanche sui giornali (Cgil Cs), raffreddori x conoscere in nome della trasparenza i destinatari dei “ricchi premi e cotillon” (Uil), richiedono incontri e contestano un po tutti (Sada, Ugl, Cisl) e l’Azienda in risposta emana ulteriori disposizioni? Certo se uno poi legge con attenzione capisce perchè……. Ma fate attenzione, in questo modo raffredda oggi, raffredda domani, va a finire che i lavoratori iniziano ad insospettirsi e capire la vera funzione del sindacato. COMUNQUE se avvistate qualche Ufo sindacalista battete un colpo.

  5. incognito said:

    sono incazzato,adesso anche in sicilia,nella 640 tra i km 62+700 e il km 63+850 si devono fare i turni x far passare soltanto le macchine e non i mezzi con con una massa superiore a 20 tonnellate,e tutto questo fino al 31-12-2016 ,stanno mobilitando tutti i cantonieri della sicilia,tanto a loro frega niente,stanno bene tranquilli ed a noi saltano le ferie e tutto quello che comporta.xchè non chiudono il viadotto ?

  6. Addio Anas said:

    Facciamo i conti di quanti dirigenti hanno fatto un concorso? Credo che nessuno. È una vergogna, basta essere leccaculo e diventi quadro A o dirigenti.

  7. Stefano Cinelli said:

    Buongiorno a tutti,
    sono Stefano Cinelli funzionario ANAS concordo in pieno con i commenti espressi fin ora, però è tempo di metterci la faccia non possiamo nasconderci dietro un nickname, la storia gloriosa della nostra azienda c’è l’ho impone e anche la storia dei nostri padri che come vedo sono ex dipendenti, alcuni hanno anche perso la vita per quest’azienda. Dobbiamo unirci nel portare avanti un senso di appartenenza che non esiste più, per un nuovo corso di una nuova azienda seria dai valori antichi.
    Ci sarebbe tanto altro da dire ….. in questo momento di transizione dobbiamo cercare di stare uniti il più possibile anche attraverso la rete, per creare un movimento di opinione che possa far capire la vera mission dell’ANAS e di chi ci lavora.
    L’unione fa la forza.
    Concludo con un motto: Spesso la prova di coraggio non è morire, ma vivere.
    Buona domenica a tutti

    • Maria36 said:

      CInelli mpara a scrivere in italiano….”..c’è l’ho impone…” errore grave con matita blu….CAPRA…MAMAMA MIA COME SI È RIDOTTA L’ANAS…e sei pure un funzionario!

      • Je suis sammartin said:

        Ma dai, Maria36, è chiaro che è stato un problema di T9. Mamma che sciocca che sei?

        • Maria36 said:

          Si vede che anche tu sei un ANAS….per il lavoro che ho fatto io per anni mi avevano imposto di rileggere quello che scrivevo…problema di T9 o altro, sempre una brutta figura si fa a scrivere in maniera sgrammaticata…ribadisco CAPRA

          • Je suis sammartin said:

            Mah! Comincio a pensare che quel “36” accanto al tuo nome di battesimo sia riferito al tuo millesimo di nascita…arteriosclerosi galoppante!!!

      • rosso said:

        Ciao Maria 36, dovresti essere più indulgente con i colleghi, specialmente quelli che hanno il coraggio di firmarsi. Anche MAMAMA é un errore ma si capisce che è dovuto al t9. Sicuramente meno grave

        • Biancaneve said:

          @ Maria 36. Hai perso un’occasione per stare zitta. Hai fatto proprio una figura di m…..

    • anonimo perchè scomodo said:

      Egregio Sig. Cinelli Stefano lei mette il nome perchè fa parte dell’ANAS molti come il sottoscritto devono usare il proprio nickname perchè sono stati cacciati dall’ANAS dalle persone che lei oggi difende.
      La soluzione per l’Anas non è quella che lei propone
      , ovvero frasi di circostanza per non dire nulla di concreto (frasi politichese). Ha ragione però su due punti che sull’ANAS ci sarebbe tanto da dire ma proprio tanto e, che la vera missione dell’ANAS è un mistero.La Mission dell’Anas è quella di assumere personale senza necessità rubacchiare soldi e sistemare parenti amici e amanti. Questa è la MISSION dell’ANAS!

  8. Maria36 said:

    Perché, fino a questo momento, nessuno ha detto che la telecamera, posizionata sulla macchina dell’ANAS, quella che ha ripreso il crollo, ha fornito immagini fin dalle 14 ovvero dall’arrivo del cantoniere nei pressi del cavalcavia. I responsabili da Milano potevano già osservare direttamente la situazione critica che si stava delineando…A questo punto mi chiedo a cosa sia servito, spendendo decine di milioni di euro, aver creato un sistema di sorveglianza continua utilizzando le vetture aziendali…

  9. Je suis sammartin said:

    Colleghi, convinciamoci che ormai la nostra ANAS è finita. L’A.N.A.S. dei bei vecchi tempi, dei nostri padri e dei nostri Capi con le palle non c’è più. Rimpiangere l’ANAS di Del Papa, della Cerciello, di Soreca, di Sabato…ci avreste mai pensato? Mi dispiace solo per noi che il senso di appartenenza ce lo abbiamo davvero, non come questi “manager” che pensano di essere scienza….ma toglietevi di mezzo va!!! Voi ed i vostri MBO di cacca.

  10. Chevergogna!!! said:

    Ormai facciamo ridere lavoriamo in una società che
    pensa solo a intascare la mbo e gli incentivi che sono frutto dei nostri sacrifici e se succede qualcosa sono sempre i più deboli a pagare e i capi si mettono il culetto al sicuro. Non per essere ripetitivo ma sapevate che luna tantum è stata erogata a personale che ha alle spalle le contestazioni? E I capi che fanno? Contano i soldi

  11. De LOrenza said:

    Il gruppo dirigente degli ultimi 10 anni ha delegittimato l’ANAS. Enti del tutto insignificanti come la provincia di Lecco, si permette di contrastare la richiesta di Anas per la chiusura immediata della strada. Sinceramente occorre che Armani dia precose disposizioni ai suoi dirigenti territoriali. In caso di pericolo prima interviene Anas con provvedimenti urgenti per la salvaguardia della pubblica incolumità e subito dopo si manda il conto dei costi sostenuti agli enti inadempienti. Questo avrebbe dovuto fare il dirigente tecnico quel giorno. Non si poteva perdere tempo con un imbecille burocrate della provincia, più che mai depresso per colpa dell’immacolato Derio che ha tagliato le province senza sopprimerle lasciando settori strategici, come la manutenzione stradale e i relativi servizi di pronto intervento, senza un euro. Probabilmente il tecnico della provincia di Lecco non aveva nemmeno le risorse per ordinare l’istallazione della segnaletica per chiudere il ponte. Ma anche in assenza di risorse non è lecito rimpallare la competenza sugli altri cercando di deresponsabilizzarsi chiedendo una inutile ordinanza ad Anas, con la quale si sarebbe dovuto regolare il traffico sul piano viabile del ponte, piano viabile che ormai è acclarato era in gestione della provincia e per l’effetto Anas non avrebbe potuto emettere alcuna ordinanza. In assenza di risorse il buon padre di famiglia avrebbe dovuto attivare, per il tramite della Prefettura, la Protezione Civile. Un’altra cosa comunque si sarebbe potuta fare. In queste situazioni la Polstrada chiede l’intervento dei Vigili del Fuoco che avrebbero raggiunto con una motoscala la sella di appoggio crollata e da vicino forse sarebbero emerse lesioni che da terra probabilmente non erano visibili. Il problema dei carichi eccezionali comunque è la vera piaga, quello che incassa Anas dalle autorizzazioni è sicuramente insufficiente a riparare i danni che annualmente si generano dal transito di tali carichi. D’altra parte la politica dei trasporti, e qui torniamo sempre a Delrio e a tutti i suoi predecessori, privilegiando di gran lunga il trasporto su gomma, ha incentivato la costruzione delle fabbriche lontano dalle Autostrade e sopratutto dalle vie d’acqua, mare compreso. Uno spunto di approfondimento voglio dare alla Brega. Sai perchè tutti i trasporti eccezionali viaggiano sulle strade secondarie invece che su le Autostrade? perchè i concessionari autostradali si fanno pagare profumatamente mentre Anas e gli altri enti applicano tariffe super moderate.

    • Addio Anas said:

      Hai pienamente ragione…..quando L’ANAS S.p.A. era A.N.A.S. un “semplice” Capo Reparto (i colleghi anziani sanno chi erano) avrebbe immediatamente chiuso senza aspettare nessun ordine dai suoi dirigenti e quest’ultimi lo avrebbero difeso sempre. I dirigenti di oggi pensano solo alla produzione e non alla manutenzione e se ne sbattono della responsabilità degli addetti alla manutenzione.
      Un tempo i funzionari A.N.A.S. venivano rispettati da tutti gli Enti e anche dalle forze dell’ordine, oggi Bhu!

    • DeLODeLADeLEDeLi said:

      DeLO culo che si ritrova quel miserabile è inutile parlare.
      DeLA figura di merda se ne occuperà ovviamente il successore ed i poveracci che magari gli hanno segnalato la cosa chissà quante volte quando era sullo scranno…
      DeLE promozioni si è già occupato GVA premiandolo. BBRAVO!
      DeLi mortacci sua e de chi non lo dice co na mano arzata… etc…possiamo occuparcene noi.

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