Rondolino attacca Bersani, ovvero l’Enciclopedia del Voltagabbana

Sembrano scritte mentre si guardava allo specchio, le parole che Fabrizio Rondolino, editorialista de L’Unità, ha rivolto a Pierluigi Bersani in merito al suo schieramento per il No al referendum.

“È privo di principi chi cambia opinioni a seconda delle convenienze personali, del posizionamento politico, dell’autoconsacrazione”: potrebbe benissimo essere un breve estratto di una sua eventuale autobiografia, e invece Rondolino ha preferito rivolgerle all’ex segretario del Pd. Questo duro commento ha provocato la reazione di Sergio Staino, direttore de L’Unità che nell’occasione ha dimostrato di ignorare che Rondolino scrivesse sul quotidiano che dirige.

Però, oltre a scatenare una piccola rissa a colpi di tweet con Staino, le parole di Rondolino fanno assaporare alla perfezione il gusto della parola “voltagabbana”. Ci si chiede con che coraggio abbia rivolto quelle parole a Bersani, proprio lui che ha un passato da trasformista di tutto rispetto.

Un tempo responsabile della comunicazione e strettissimo collaboratore dell’allora presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, magicamente Rondolino approda al berlusconiano Giornale in cui scrive dal 2011 al 2013. Evidentemente, si trova talmente bene al Giornale che arriva a definire Berlusconi “un grand’uomo, raccontando come “più volte ha ricordato la gioia che suo padre portava in casa ‘come se avesse il sole in tasca’. È un’espressione molto bella, perché il sole deve riscaldare e rischiarare, ma deve anche restare nascosto in tasca per non accecare chi lo guarda”. Rondolino scrive e convince, soprattutto l’entourage dell’allora centrodestra e così viene promosso da Daniela Santanchè come “consulente politico” e suo “rappresentante alle riunioni sulle primarie Pdl”.

L’alternanza politica italiana coincide con quella professionale di Rondolino: così, una volta passata l’era berlusconiana, eccolo tornare in sella al Pd, ma quello vincente. Pronto a sputare nel piatto in cui aveva mangiato, volta le spalle a D’Alema attaccandolo duramente e si attacca a Matteo Renzi elogiandolo: “ne sono infatuato, come politico è grandissimo”. Quando poi Renzi perde le primarie, Rondolino è pronto a scendere dal carro: “Renzi fa peggio della I Repubblica: partito per rottamare un’intera classe dirigente, si appresta a condividere con essa una quota di potere. Un po’ poco, per il Tony Blair italiano”. I tempi cambiano, ma la filosofia filogovernativa rimane sempre la stessa in casa Rondolino: la moglie, Simoma Ercolani, ideatrice della trasmissione Sfide, è anche regista della Leopolda e consigliera doc del premier per la comunicazione.

Ora, dunque, lo stesso Rondolino non solo è tornato al guinzaglio renziano, ma è pronto ad abbaiare contro chiunque provi a sostenere il No al referendum. Come ha fatto con Bersani, con quelle parole che potrebbe benissimo riferire a se stesso.

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