Coelux: ecco la luce artificiale simile al sole

Coelux luce artificiale

Arriva un sistema di illuminazione completamente made in Italy: l’invenzione di un fisico comasco replica la luce solare lungo il corso della giornata.

Buona notizia per tutti i metereopatici. Il titolo della canzone “il cielo in una stanza” che cantava Gino Paoli in duetto con Mina nel 1960, oggi, dopo 56 anni, diventa realtà. Il tutto grazie all’azienda Coelux, e alla geniale intuizione del suo fondatore e amministratore delegato, Paolo Di Trapani, professore di Fisica all’Università dell’Insubria. Il docente, ha progettato e realizzato un sistema d’illuminazione totalmente innovativo: sembra una finestra attraverso la quale splende sempre il sole, il tutto con un cielo azzurro a fare da sfondo. La realizzazione di questo impianto, vera e propria invenzione tricolore, è in grado di replicare il ciclo giorno-notte. La luce solare diretta è senz’altro più calda, mentre le parti più in ombra che prendono luce dal cielo sono di tonalità più fredde, con sfumature bluastre.

L’invenzione della vita? La salvezza per tutti i claustrofobici? Non proprio. O meglio, non ancora. Una “finestra” Coelux infatti, ha un costo non proprio alla portata di tutti, attorno ai 35mila euro, e soprattutto, occupa molto spazio. Per avere una luce di un metro quadrato di superficie, la macchina occultata nel controsoffitto ne occupa otto, con una profondità di quasi un metro. Purtroppo, per ora, si tratta di un vincolo dimensionale inamovibile, necessario a riprodurre l’immagine e l’effetto del sole e del cielo in maniera così accurata.

La Coelux ha allestito uno spettacolare show room presso la propria sede di Lomazzo, in provincia di Como. “Il primo effetto sulle persone inconsapevoli è quello di credere fermamente che si tratti di una finestra reale” racconta Di Trapani, che, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, aggiunge: “quando spieghiamo che in realtà sono davanti a un sistema artificiale, le persone normalmente alzano la testa verso l’alto, si mettono al sole e sorridono”. È un effetto curato in tutti i minimi dettagli, capace di restituire anche ad una stanza piccola e buia, un senso di ampiezza e tridimensionalità. Eliminando qualsiasi percezione di chiusura e claustrofobia. Questa finestra, non funziona solo da illuminazione ma anche come sistema per far concepire una via di fuga e grandi spazi.

Di Trapani, ha cominciato a pensare a un sistema di illuminazione capace di simulare la luce solare mentre lavorava per un allestimento teatrale. “Mi sono messo a pensare come replicare in piccolo gli stessi fenomeni fisici che avvengono in atmosfera”. Difatti il docente, per mettere a punto questo progetto, si è concentrato particolarmente sullo studio del cosiddetto “scatterig di Rayleigh”, ovvero la diffusione che le micro particelle dell’atmosfera creano ai raggi solari: proprio per questo fenomeno, vediamo il cielo azzurro, anche se gli spazi dietro sono neri.

I campi di applicazione di questo innovativo lampadario sono davvero infiniti. Possono riguardare sia l’ambito lavorativo che residenziale. Ma quello che risulta maggiormente congeniale è senz’altro l’impiego sanitario. Difatti, l’installazione presso l’ospedale Humanitas di Rozzano, nella sala bunker dove vengono eseguiti gli interventi di radioterapia, rivela ancora il Corriere della Sera, ha avuto grande successo.  Avere una luce verosimilmente naturale, con un cielo azzurro a fare da sfondo, nonostante ci si trovi in un bunker sotterraneo, è sicuramente di grande sollievo per tutti i pazienti che si devono sottoporre a delle delicate operazioni.

Nel frattempo, Di Trapani è allo studio di un prodotto di seconda generazione. Il lampadario in futuro avrà le stesse funzioni, ma il progetto è quello di eliminare gli ingombri eccessivi e abbassare i costi. Questi due fattori, aumenteranno sicuramente sia i campi di applicazione sia la sua diffusione.

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