Bonus Irpef da 80 euro: “per metà va ai benestanti”

Secondo l’Istat il bonus Irpef da 80 euro è un vero e proprio flop. Certo, non c’era bisogno che lo dicesse l’Istituto di Statistica. Era palese.

Tuttavia il presidente Giorgio Alleva pone l’accento su alcuni aspetti che fanno davvero cascare le braccia. Innanzitutto, il fatto che il bonus Irpef «va per la metà a lavoratori che vivono in famiglie con redditi medi e medio alti», mentre «solo un terzo è destinato ai più poveri». 

Una pagliacciata, insomma. Parlando in generale, il presidente dell’Istat spiega che a beneficiare di «un cumulo di più prestazioni» – tra assegni sociali e sussidi vari –  è «con una certa frequenza» una singola persona. E non si fa distinzione se ne sia meritevole o meno. È «così per quasi un milione di italiani». 

Dunque «non solo l’Italia è molto lontana» dagli standard di assistenza alle famiglie povere degli altri Paesi Ue, ma soprattutto «si distingue anche per una quota più alta di spesa sociale non sottoposta alla verifica dei mezzi». 

Questo significa che le risorse economiche a sostegno delle famiglie più deboli oltre ad essere esigue sono anche distribuite male. E questo si inserisce in uno scenario drammatico, visto che nel 2015 il numero dei minori che vivono sotto la soglia minima di reddito ha raggiunto quota 1 milione, raddoppiando in soli 4 anni.

L’Istat sottolinea anche come, nonostante l’assegno per il nucleo familiare dei Comuni (di cui beneficiano oltre 234mila persone) «il 18,3% delle famiglie di questa tipologia (143mila individui) continua ad essere in povertà assoluta, per un totale di quasi 183mila minori». 

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