La tardiva repressione del bagarinaggio online

Bagarinaggio online

Mancano solo le punizioni corporali, al pacchetto di proposte in discussione alla Camera contro il bagarinaggio online.

Prima il permissivismo totale, ora la più inflessibile delle repressioni. Quasi tutti sapevano della piaga del bagarinaggio online, ma prima del servizio-choc della Iena Matteo Viviani nessuno ha mosso un dito per combattere un fenomeno su cui lucrava gente veramente senza scrupoli, che guadagnava sfruttando la passione di migliaia di fan.

Ora la politica si dà una mossa e corre ai ripari, discutendo alla Camera le prime proposte di modifica al testo della legge di Bilancio. Novità potenziali, è bene saperlo, ma che stroncherebbero il florido e diffuso business a suon di sanzioni salatissime.

Multe dai 30mila ai 180mila euro per ciascuna violazione accertata, oltre ovviamente a ribadire il divieto assoluto di effettuare l’acquisto massiccio di biglietti di concerti per rivenderli a prezzi maggiorati. Questo è stato pensato per arginare la forma più estrema di “secondary ticketing”, sotto forma di emendamento alla legge di Bilancio che è stato presentato in queste ore.

E’ ottima notizia, ma solo se verrà comminata una sanzione di 30mila euro per ogni biglietto venduto”, ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori. “Altrimenti, se la multa sarà data per ogni pratica accertata, è evidente che la sanzione sarà inferiore all’illecito guadagno e, quindi, non avrà potere dissuasivo“.

Il ministro Dario Franceschini lo ha definito un fenomeno “intollerabile”. Ma noi, l’unica cosa “intollerabile” che ravvisiamo in questa vicenda, è stata il girarsi dall’altra parte e il far finta di nulla da parte di chi è preposto a controllare che non si speculi sulle passioni delle persone

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