Tumori: da oggi opera “Da Vinci” il robot-chirurgo

tumori, robot, da vinci,

La tecnologia ha superato il talento umano? In questo caso, di certo, ha superato ogni immaginazione.

Che l’intelligenza artificiale al servizio della medicina moderna non fosse più fantascienza, si sapeva da un pezzo. Adesso però è una vera rivoluzione. Operazioni chirurgiche in urologia, ginecologia, chirurgia generale e toracica con una maggiore precisione, facilità di accesso ad anatomie difficoltose, riduzione del dolore post-operatorio, dei rischi di infezione, minori tempi di degenza e recupero, migliore impatto estetico delle incisioni.

E’ vero, sembra fantascienza, ma non lo è: si chiama “Da Vinci” (il nome la dice lunga) ed è il nuovo arrivato alla casa di cura bolognese Villa Toniolo. Così come il supercomputer HAL 9000 nel film di Kubrick 2001: Odissea nello spazio guidava la navetta spaziale Discovery, allo stesso tempo il robot Da Vinci opererà al posto del chirurgo.

Esso rappresenta l’ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva (successiva alla laparoscopia) in cui il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovra un robot a distanza, rimanendo seduto a una consolle dotata di pedali e controlli manuali per la gestione degli strumenti chirurgici e della fibra ottica posta all’interno della sala operatoria.

Il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche, eliminando altresì il tremore fisiologico o i movimenti involontari, e permette una reale visione tridimensionale del campo operatorio, con ingrandimento fino a 10 volte. Per rendere l’idea della precisione di questo robot viene mostrato come riesca a piegare un minuscolo pezzettino di carta ricavanfone un aeroplanino con la tecnica dell’origami giapponese.
In Italia ce ne sono 82, possono essere usati in urologia, in ginecologa, chirurgia toracica generale. In pratica laddove si pratica normalmente la chirurgia mini-invasiva laparoscopica.

I vantaggi sono diversi sia dal punto di vista assistenziale che formativo, ma anche rispetto alla ricerca scientifica. La chirurgia mininvasiva robot-assistita consente di ottenere gli stessi risultati di quella “manuale”, ma con importantissimi vantaggi legati alla libertà di movimento e l’ergonomia degli strumenti, la tridimensionalità della visione (rispetto alla bidimensionalità dello schermo nel quale guarda il chirurgo).

E se per un guasto improvviso Da Vinci si fermasse nel bel mezzo di un intervento? Chi è presente in sala operatoria durante un’operazione robotica?In questo raro caso non succederebbe nulla, visto che la manovra di conversione a un intervento senza robot è velocissima. In sala ci sono, oltre al chirurgo e all’anestesista, anche un tecnico specializzato in ingegneria biochimica.
E’ il caso di dire: “si può fare!”

Articoli correlati

Un Commento

  1. Dionigia said:

    Non è che da oggi opera il robot Da vinci, non è che la fantascienza ha superato la realtà o il talento umano. E’ sempre il chirurgo che opera, attraverso Da vinci…..e soprattutto da Vinci è in uso dal 2000 ed è servito ad operare finora almeno 3 milioni di persone. Questo articolo è la scoperta dell’acqua calda.

*

Top