Buddusò e Cagliari: l’accoglienza dei sardi verso i migranti

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A Buddusò è stato fatto saltare in aria l’agriturismo che doveva ospitare migranti; al prefetto di Cagliari è stata inviata una busta con due proiettili per tentare di impedire la trasformazione di una ex scuola di polizia penitenziaria in hub per profughi e clandestini.

Non è certo delle migliori la reazione del popolo sardo a eventuali arrivi di migranti: nella notte di mercoledì a Buddusò – comune in provincia di Olbia Tempio con quasi 4mila anime – un ordigno rudimentale ha fatto saltare in aria il corpo principale di un agriturismo. L’edificio era stato indicato come struttura idonea da parte della Prefettura, non certo per dare un tetto a famiglie italiane in grave difficoltà economica o per sostenere logisticamente imprenditori sul lastrico, bensì per ospitare profughi. A renderlo noto, dopo la seduta del consiglio comunale straordinario convocato per discutere della Nota Prefettizia n.8854 del 08-11-2016, era stato il sindaco, Giovanni Antonio Satta, sulla sua pagina Facebook.

«Siamo stati informati dalla prefettura – aveva dichiarato sul sito sardegnalive.it – di avere individuato nel nostro comune una struttura da adibire a centro accoglienza, modus operandi sempre più frequente con l’aumento del flusso migratorio. In caso di necessità il locale potrebbe ospitare gli arrivi. Per questo ho deciso di indire l’assemblea, nella speranza che i toni non si esasperino». È evidente il messaggio che qualcuno ha voluto mandare alle Istituzioni: sui migranti nel resto di Italia e soprattutto a Roma con Mafia Capitale, si è creato un business milionario: Buddusò, secondo il messaggio poco cordiale ma molto efficace, non vuole lasciarsi conquistare dal malaffare.

Stessa storia a pochi chilometri di distanza: nei giorni scorsi al prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta qualcuno ha spedito una lettera minatoria con due proiettili. L’avvertimento ha riguardato la trasformazione dell’ex scuola di polizia penitenziaria di Monastir – anche stavolta – in una struttura per l’ospitalità di migranti.

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