La Lazio e il marketing: un esperto inglese consiglia i biancocelesti

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La Lazio, guidata da Simone Inzaghi, sta sorprendendo tutti. Dai tifosi agli addetti ai lavori. Un clima di ritrovato entusiasmo che in pochi si aspettavano.
La società biancoceleste adesso è però chiamata a far qualcosa di importante per rilanciare l’immagine del club più antico della Capitale anche all’estero.

Per ora, infatti, l’appeal dei biancocelesti a livello internazionale non è più sui livelli che le competono. Anche nella stessa città eterna, i turisti faticano a orientarsi e reperire qualsiasi tipo di merchandising laziale. Gli stranieri che sbarcano a Roma in vacanza difficilmente trovano il materiale biancoceleste che cercano. E questo perché di negozi, nel centro storico (via del Corso in primis) non ce ne sono. A differenza della Roma che ha “monopolizzato” le vie con Roma Store, Nike Store e negozi ufficiali. Un vero peccato.

È arrivato il momento di investire sul marketing e pure di “sfruttare” l’immagine dei giocatori simbolo che vestono la casacca con l’aquila sul petto. Un esempio? Nella finale mondiale del 2014, tra Germania e Argentina l’attenzione della società si sarebbe potuta focalizzare su Biglia e Klose e tappezzare Roma di manifesti ufficiali con le gigantografie dei due giocatori. Tutti accorgimenti che si possono tranquillamente attuare nel tempo e dar così al club il giusto lustro che merita.

Un esperto di marketing inglese, tifoso del West Ham e simpatizzante della Lazio, in vacanza nella Città eterna, ha contattato la nostra redazione per alcuni appunti da fare alla dirigenza biancoceleste. La sua è stata un’analisi a 360 gradi che potrebbe servire alla società di Formello ad investire in maniera forte sul marketing, strumento cardine nel calcio di oggi.

“Sono un appassionato di calcio e sono a Roma per lavoro. Con l’occasione vedrò anche il derby perché adoro la squadra biancoceleste. In questi giorni ho girato per le vie del centro per capire come si vive questa rivalità cittadina di cui tutti parlano e se gli stranieri la riescono a captare. Ho riscontrato che, per quanto riguarda i giallorossi, nelle zone turistiche, c’è il Nike Store con tutte le magliette in vetrina, c’è il Roma Store a Piazza Colonna e ora sta aprendo anche un nuovo negozio della Roma. A San Pietro ho addirittura visto un’Ape che vendeva prodotti ufficiali del club con ragazze che ballavano intorno. Ovunque ho girato, ho viste le casacche giallorosse (anche contraffatte)”.

E la Lazio? “Quasi il nulla e questo denota a mio avviso un’assenza di territorio. Eppure parliamo di una squadra storica, nobiliare, importante. È stato difficile per me reperire un qualcosa di ufficiale della Lazio da riportare a Londra. E questo fattore il club non dovrebbe sottovalutarlo. Perché i biancocelesti hanno molti simpatizzanti all’estero, soprattutto da noi in Inghilterra per i trascorsi di Paul Gascoigne. Se vengono qui nella Capitale fanno tutti fatica ad orientarsi. Ho saputo che il negozio ufficiale della Macron, sponsor ufficiale del team, ha aperto addirittura fuori dal Grande Raccordo Anulare, a Settebagni. Come fanno i turisti a raggiungerlo?”.

Un consiglio alla società? “Non smettere mai di lanciare e rilanciare l’immagine del club. il marketing è tutto oggi in questo sport. Alla Roma sembra lo abbiano capito. Miro Klose, che appartiene al calcio mondiale, poteva e doveva essere valorizzato di più. Ora di campioni ce ne sono altri, mi viene in mente De Vrij; che si faccia qualcosa di concreto per incensarlo. Nel West Ham si vendono ancora le maglie di Paolo Di Canio. La Roma ancora vende le casacche di Totti, un investimento sicuro a livello di immagine e guadagno per i giallorossi”.

Tutti spunti che potrebbero servire ai dirigenti della Lazio a dare una svolta in questo senso e per far tornare nuovamente l’immagine dell’aquila che vola in alto anche nei cieli stranieri.

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