Airbnb, non solo case: da oggi il portale diventa anche guida turistica

airbnb trips

Il nuovo progetto è stato annunciato ieri al “Festival dell’Ospitalità” di Los Angeles. Ora gli host potranno vendere anche “esperienze di viaggio”. In Italia la fase test parte da Firenze.

È stato presentato come il “cambiamento più significativo dei suoi otto anni di storia”. La società californiana decide di lanciare “Airbnb Trips”, la nuova piattaforma dove gli utenti, oltre a prenotare il proprio alloggio per la vacanza, avranno a disposizione un pacchetto turistico a tutti gli effetti. “La magia di un viaggio sono le persone”, questo il pensiero di Brian Chesky, fondatore e amministratore delegato di Airbnb. La sperimentazione del progetto, coinvolge inizialmente 12 città, che contano al momento già 500 esperienze disponibili: Miami, Los Angeles, San Francisco, Detroit, Londra, Parigi, Città del Capo, Nairobi, Seul, Tokyo, Havana. In Italia, a fare da pioniera, ci pensa la stupenda città di Firenze.

“Se vai in una città per un viaggio, visiti i musei, i luoghi principali, ma è difficile conoscere chi ci vive ed immergersi nella comunità locali” osserva il 35enne Americano. Airbnb invece, offrirà una sorta di “tutor” delle esperienze, organizzate non per città, ma per interesse.

Non si tratta delle solite visite guidate nei musei o dei tour per i monumenti caratteristici delle varie città. Ma di vere e proprie “esperienze di viaggio personalizzate”, che le persone del luogo proporranno ai loro turisti. “Vogliamo restituire al viaggiatore un tocco di magia, riportando le persone al centro di ogni esperienza” ha affermato Chesky. I “Trips” possono durare poche ore o addirittura intere giornate. In Italia si parte dalla caccia ai tartufi nelle campagne fiorentine alle notti stellate per fotografare le costellazioni. C’è l’opportunità di scoprire le gemme nascoste nel Sud Africa, o la possibilità di assistere all’allenamento per la maratona in Kenya. In America si può visitare la Downtime Boxing Gym, una palestra che offre ai bambini un doposcuola dove finire i compiti e poi scatenarsi nel pugilato. Chi andrà a Città del Capo invece, potrà addirittura conoscere Jack Swart (l’ex carceriere di Nelson Mandela), che si offre di raccontare come la sua vita sia cambiata dopo l’incontro con il premio Nobel per la pace. Ma si può assistere anche a lezioni di burlesque, degustazioni di cibo e duelli con le spade dei samurai. Insomma, chi più ne ha più ne metta. E il tutto a costi abbastanza accessibili: la metà non supera la soglia dei 200 dollari.

Airbnb cambia anche la sua politica di autenticazione: per partecipare ai “Trips”, host e relativi ospiti dovranno fornire una scansione di un documento di identità valido e poi scattarsi un selfie, per permettere al team californiano di procedere all’autenticazione del profilo.

Chesky ha deciso inoltre, di introdurre le cosidette “Insider guidebooks”, le abitudini di vita dei “locals”. Gli ospiti quindi, potranno andare a mangiare, bere e ballare negli stessi luoghi frequentati dalle persone del posto. In futuro, grazie alla partnership sviluppata con Resy (piattaforma di prenotazione per i ristoranti), si potrà riservare un tavolo direttamente dall’app di Airbnb. E molto presto arriveranno anche delle audioguide dei quartieri di alcune città, in collaborazione con Detour. E infine, come se tutto ciò non bastasse, tramite il portale del sito si potranno anche lanciare eventi grazie alla funzione Meetup.

A 35 anni, Chesky è uno dei più giovani miliardari al mondo. La sua società è stata valutata 30 miliardi di dollari. Airbnb, fa leva su circa tre milioni di alloggi in 34mila città da affittare in 191 Paesi, ma è un servizio che continua a crescere. Adesso, la concorrenza non è più rivolta soltanto ad alberghi e a siti di alloggi, ma anche ai big del turismo e a tutti i siti di viaggio (Tripadvisor e Lonely Planet tanto per citarne alcuni). Airbnb, fa il suo ingresso nel mondo dei “servizi alla persona”, davvero in punta di piedi.

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