Mafia Capitale: i titoli su Carminati coprono le ammissioni dei Ros

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Ci risiamo, ancora una volta il circo mediatico di Mafia Capitale punta i riflettori sulle dichiarazioni di Massimo Carminati, nella speranza di coprire le dichiarazioni dei Ros che hanno ridimensionato – per non dire escluso – l’aggravante mafiosa nelle accuse all’ex terrorista nero.

Siamo alle solite: come nel caso di Luca Gramazio, quando si tratta di ascoltare la difesa degli imputati, giornali e media si girano dall’altra parte o preferiscono far finta di nulla (leggi qui). “Capolavori e opere false ecco il tesoro del Nero ‘Vale dieci milioni’” titola La Repubblica; “Carminati al processo: io ricco per la rapina al caveau del tribunale” è il richiamo in prima pagina del Messaggero; “Carminati e i soldi da investire «Rubati nel caveau del tribunale»” rilancia il Corriere della Sera. Solo quest’ultimo giornale nel sottotitolo riporta la dichiarazione di un carabiniere: “non indagavamo per mafia”. Ieri – come si legge – è toccato al maggiore Francesco De Lellis, che guidava il 2° reparto investigativo dell’Arma, competente per i reati economici.

A differenza dei colleghi del reparto anticrimine, il maggiore De Lellis non ha ipotizzato l’associazione mafiosa perché si è limitato a cercare riscontri a quanto emergeva dalle intercettazioni di Buzzi sul versante della gestione degli appalti. A domandargli per quale motivo nell’informativa finale non ci sia alcun riferimento alla mafia, è stato il legale di Massimo Carminati, l’avvocato Giosuè Naso. Il maggiore ha risposto che non era compito suo dare la veste giuridica ai reati.

Per fortuna, di questo, ne prende atto anche Repubblica nella cronaca nazionale: non sono stati riscontrati episodi di ricorso alla violenza o all’intimidazione mafiosa. “Le risposte di De Lellis – riporta il quotidiano – sono insufficienti per accreditare la circostanza che al Sistema Buzzi-Carminat, l’indagine del Ros, attraverso due suoi distinti Reparti, abbia guardato con occhi strabici. Che vi fu insomma un conflitto di valutazioni sul merito di ciò che, tra il 2012 e il 2014, intercettazioni e pedinamenti andarono svelando“. Un punto per la difesa, ammette amaramente Repubblica.

Però, nonostante tutto, si continua a parlare di Mafia Capitale anche se Mafia, in realtà, non è (leggi qui). E si punta tutto sui titoli ad effetto: su quella rapina al caveau nel 1999 che ha fruttato non solo soldi, ma anche tanti documenti che – secondo le solite teorie che si sono costruite in questi mesi – sono serviti a Carminati per ricattare molti giudici. “È ovvio da dove provenga la mia disponibilità economica – ha ammesso Carminati – solo i carabinieri fanno finta di non saperlo…”. Ora, dunque, qualcuno spieghi perché si parla ancora di Mafia.

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