Violenza sulle donne, spot della Rai (da un’idea di CdO) … “offensivo e dannoso”

Lo spot realizzato dalla Rai in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne (che si celebra oggi) ha suscitato sdegno e riprovazione. 

Lo spot, realizzato e mandato in onda in queste ore dalla Rai, ha come protagonisti dei bambini che rispondono alla fatidica domanda “Cosa vuoi fare da grande?”. Il poliziotto, la veterinaria, la stilista, il musicista. L’ultima bambina dà una risposta inquietante: «Quando sarò grande finirò in ospedale perché mio marito mi picchia». Il suo futuro, dunque, è già segnato.

Immediate le reazioni (negative) da parte dell’opinione pubblica, delle associazioni protagoniste, a vario livello, della celebrazione della giornata contro la violenza sulle donne, e di chiunque abbia un minimo di decenza e spirito critico.

Quel genio incompreso (o, per meglio dire, incomprensibile) di Colantoni continua a fare danni? In realtà pare che l’idea sia venuta direttamente alla Direzione Generale: Campo Dall’Orto, scimmiottando l’eclettico Walter Veltroni (leggi qui) ha pensato bene di dare libero sfogo alla sua vena artistica proponendo a Colantoni questo penoso spot. Con i medesimi risultati dell’ex sindaco di Roma: un flop colossale su tutta la linea.

Intanto la richiesta è pressoché unanime: ritirate immediatamente quello spot. Lo chiedono anche le commissioni delle pari opportunità di Fnsi, Usigrai e della stessa Rai: «Non è così che si aiutano le donne! La campagna di comunicazione trasmette un messaggio devastante: il futuro delle bambine è farsi ammazzare. Il femminicidio non è un caso né tantomeno un destino. Messaggi di questo genere sono l’opposto della consapevolezza necessaria a contrastare la violenza. Sono spot dannosi. Oltretutto veicolati, cosa che li rende ancora più inaccettabili, da bambini e bambine».

Ora che il danno è fatto tutti si rimpallano la paternità dell’idea. La colpa se la prenderà Colantoni, che tanto alle figuracce ormai ci ha fatto l’abitudine (leggi qui).

Intanto la richiesta è pressoché unanime: ritirate immediatamente quello spot. Lo chiedono anche le commissioni delle pari opportunità di Fnsi, Usigrai e della stessa Rai: «Non è così che si aiutano le donne! La campagna di comunicazione trasmette un messaggio devastante: il futuro delle bambine è farsi ammazzare. Il femminicidio non è un caso né tantomeno un destino. Messaggi di questo genere sono l’opposto della consapevolezza necessaria a contrastare la violenza. Sono spot dannosi. Oltretutto veicolati, cosa che li rende ancora più inaccettabili, da bambini e bambine».

Per paura che qualcuno pensasse ci fosse lo zampino della stessa mente che aveva gestito la campagna sul “Fertility Day”, il ministero della Salute ha immediatamente preso le distanze con una nota: «Lo spot contro la violenza non è stato né ideato né prodotto dal Dipartimento per le Pari opportunità. Si tratta di una iniziativa autonoma della Rai».

 

 

 

 

 

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