Tumori, biopsia liquida individua potenziale rischio in persone sane

La propensione ai tumori è scritta nel Dna? La scienza non ha ancora dato una risposta definitiva a questa domanda.

Quel che è certo è che lo stile di vita, la familiarità e l’ambiente in cui si vive giocano un ruolo fondamentale. Per scoprire qual è il loro potenziale impatto sulla salute e se si è a rischio tumori, pur essendo sani (o, comunque, non presentando particolari sintomi), da oggi può effettuare uno screening precocissimo per individuare l’eventuale probabilità di ammalarsi.

In che modo? Grazie alla piattaforma Sced (Solid Cancer Early Detection) – messa a punto da Bioscience, spin off dell’Università di Roma Tor Vergata – che consente di effettuare una biopsia liquida anche su individui sani, in modo da valutare la suscettibilità a 100 diversi tipi di tumore prima che si manifestino i sintomi. Si tratta dunque di uno screening super precoce.

Basta un semplice prelievo del sangue con il quale si esegue la mappatura e il monitoraggio di oltre 50 geni e 2800 mutazioni note nei tumori solidi. Il prelievo di sangue può essere effettuato ovunque, ma va inviato presso i laboratori di Roma, Milano e San Marino dove il Dna libero circolante viene sequenziato, alla ricerca della mutazione genetica che potrebbe potenzialmente diventare tumore.

«La maggior parte sono asintomatici nelle prime fasi – spiega Luca Quagliata dell’Istituto di Medicina dell’Università di Basilea – nonostante ciò rilasciano costantemente nel sangue tracce di DNA tumorale – o, in altri casi, – gruppi di cellule tumorali si staccano dalla massa primaria e restano in circolazione: questo test offre la possibilità di analizzare entrambe».

Bioscience Genomics è la prima ad applicarla anche su soggetti sani ma a rischio. «Nonostante oggi sia considerato un test per il follow up dei malati in pochi anni, potrà diventare il gold standard nella diagnostica in oncologia» – conclude Giuseppe Novelli, genetista dell’Università di Tor Vergata.

 

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