Lo strano tempismo delle dichiarazioni dell’ex medico del Chelsea

Chelsea

Arrivano in perfetto tempo di battuta, le esternazioni di Eva Carneiro, fino all’anno scorso nello staff del Chelsea.

Cadono a fagiolo (o a cecio, se si vive a Roma) le parole del(la) ex medico del Chelsea Eva Carneiro, proferite proprio in occasione della “giornata mondiale contro la violenza sulle donne”.

Un tempismo sospetto, con cui la bella Eva svela di aver ricevuto minacce di morte sui social network dopo l’insorgere dei dissapori con l’allenatore dei “blues” di allora, il portoghese Josè Mourinho.

La causa del litigio fu il suo intervento in campo per soccorrere Hazard e la successiva uscita dal campo del calciatore belga, a seguito della quale il Chelsea fu costretto a giocare in nove gli ultimi minuti del match con lo Swansea nell’agosto del 2015.

Mourinho la criticò duramente, e pochi giorni dopo fu esonerata dal suo incarico dal Chelsea. Ne seguì una battaglia legale (terminata con un mega-risarcimento in favore della dottoressa), inquinata anche dall’accusa rivolta a Mourinho di aver proferito nei confronti della Carneiro alcune frasi sessiste.

Su Internet fioccarono, rivolti a lei, insulti di ogni tipo da parte di “vigliacchi senza volto, che dovrebbero rispondere davanti alla legge”, dice la Carneiro. Un pò com’è accaduto qui da noi da parte di Laura Boldrini, che ha pubblicato nomi, cognomi e frasi con ingiuri a lei destinati. Una sorta di gogna mediatica, in stile Selvaggia Lucarelli, la popolare blogger anche lei vittima di frasi sessiste.

“Bisogna porre fine alle discriminazioni, tutti sanno che in questo sport esistono” dice la Carneiro, aggiungendo che “il sessismo è la forma di discriminazione meno in discussione. L’antisemitismo e i commenti razzisti sono ampiamente condannati, non credo che avvenga lo stesso con il sessismo”.

Alcune considerazioni: è giusta la condanna nei confronti del razzismo e del sessismo, purchè non sia solo una mera opposizione formale in ossequio al politically correct e (cosa ancor peggiore) dello squallido presenzialismo. Che invece non fanno altro che perpetuare la sostanziale discriminazione verso chi ha la pelle diversa dalla nostra, crede in un altro Dio ed ha orientamenti sessuali differenti da quelli della massa.

Usare l’arma dell’antirazzismo o dell’antisessismo per perseguire secondi fini (tipo ottenere un risarcimento milionario) è veramente scorretto, oltre che vergognoso.

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