Maria Noemi: forse uno spiraglio, domani sit-in in Campidoglio

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In attesa del sit-in indetto per domani alle ore 16 in Campidoglio dopo l’annuncio dello sfratto che ci è arrivato dal Comune di Roma, non perdiamo la speranza” ci ha dichiarato Manuel Mariani – padre di Maria Noemi, la bimba invalida al 100% – che si mostra ottimista grazie a un segnale lanciato proprio dall’amministrazione comunale.

La comunicazione dello sfratto da parte del Comune di Roma – denunciata da L’ultima Ribattuta lo scorso 18 novembre – è arrivata anche ad altre famiglie. La graduatoria stilata circa 10 anni fa era risultata irregolare e così l’attuale amministrazione ha pensato bene di comunicare l’arrivo dello sfratto a tutti quelli che in quella lista erano presenti, anche a chi ne aveva pieno diritto. Tra queste famiglie, infatti, ci sono storie come quella di Maria Noemi o come quella della signora Mirella. Oggi ha 75 anni, è affetta dal morbo di Parkinson ed è invalida al 100%. Assieme al marito – invalido e disoccupato, scomparso due anni fa – c’erano 4 figli. Anche per loro sembrava legittimo essere presente in quella graduatoria. E invece anche a loro è arrivata l’invito a lasciare l’alloggio popolare in periferia.

A Manuel e Giovanna, invece, la casa assegnata è nella zona centrale di Roma: “Nel 2006 dopo molti mesi di difficoltà riuscimmo a ottenere una casa popolare dell’Ater in zona San Saba che ci permette di raggiungere con comodità l’ospedale pediatrico Bambin Gesù, dove è ricoverata la piccola Maria Noemi”. L’affitto previsto, come ci ha spiegato Manuel, è stato sempre regolarmente pagato: “Poi, lo scorso 17 novembre, ci è arrivata la lettera proprio dal Comune di Roma responsabile delle assegnazioni degli immobili Ater, comunicando ‘l’assoluta carenza di legittimità dell’assegnazione di alloggio di ERP a suo favore’”.

Ringraziamo davvero tutti per la mobilitazione che c’è stata dopo la lettera dello sfratto – ha concluso Manuel – Domani saremo in Campidoglio per chiedere al Comune di riflettere sulle lettere inviate: come noi, ci sono molte altre famiglie che hanno pieno diritto a un alloggio popolare”. Secondo alcune indiscrezioni sembra che il Campidoglio abbia preso atto di questa situazione e abbia avviato una verifica in merito alle comunicazioni di sfratto inviate. Segnali di collaborazione sono stati inviati anche dalla Regione Lazio e dal Municipio competente.

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