Fermo: “Mafiosi nigeriani con Boldrini e Boschi ai funerali di Emmanuel”

emmanuel fermo mafia nigeriana
Funerali di Emmanuel Chidi Nnandi, foto tratta dal sito del Fatto Quotidiano

Assume contorni sempre più incredibili la storia dell’omicidio di Fermo: ai funerali di Emmanuel, morto a seguito della lite con Amedeo Mancini, erano presenti uomini di Black Axe, la mafia nigeriana di cui la stessa vittima avrebbe fatto parte.

Erano lì, gli uomini della mafia nigeriana, assieme alla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e al ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Erano lì a dare l’ultimo saluto al feretro dell’uomo nigeriano venuto in Italia a rifarsi una vita, dopo essere scappato con la moglie dalle violenze che agitano il suo Paese, ma ucciso da un cattivissimo ultrà della città di Fermo.

Peccato che poco alla volta la storia avrebbe preso tutta un’altra piega: col passare delle settimane si è accertato che Emmanuel non morì per la violenza insensata di Amedeo Mancini, ma che l’ultrà fermano si difese dall’aggressione del nigeriano che lo ha attaccato con un palo della segnaletica stradale. E questo è emerso grazie alle testimonianze di persone che avevano assistito alla scena e che tra loro non si conoscono.

Ora, a gettare una nuova inquietante luce sulla presenza di Emmanuel in Italia, è un’informativa arrivata alla procura di Fermo. Circa due settimane dopo il funerale, qualcuno ha fatto sapere che alle esequie di Emmanuel, erano presenti uomini della Black Axe, “riconoscibili perché tutti indossanti abiti del colore rosso e nero al fine, verosimile, per rendergli manifestatamente onore”. Non solo, “la loro presenza rivelerebbe che il deceduto faceva parte della stessa confraternita”. A parlarne è stato il Fatto Quotidiano nelle scorse ore, eppure la notizia arrivata al vicequestore Marcello Gasparini, ricevuta da una fonte “confidenziale ritenuta attendibile”, risale allo scorso 20 luglio e arrivò sul tavolo della procura di Fermo solo il 17 agosto.

Come mai tutti questi ritardi nella gestione di una notizia così scottante che non solo potrebbe chiarire il ruolo dell’uomo scomparso in Italia, ma anche di una delle più potenti organizzazioni criminali straniere nel nostro Paese? Forse proprio a questa appartenenza di Emmanuel alla mafia nigeriana devono attribuirsi le minacce di morte subite nei mesi scorsi dai testimoni pro-Mancini (leggi qui).  Ancora una volta un episodio di cronaca, questa volta trattato come omicidio a sfondo razziale, si è risolto in una crociata antirazzista che spesso vede proprio Laura Boldrini tra i principali sostenitori.

Amedeo Mancini è agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio preterintenzionale. In questi giorni è stato notificato il decreto che dispone il giudizio immediato: l’udienza è fissata per il 25 gennaio presso la Corte di Assise di Macerata. Entro il 2 dicembre, i difensori potrebbero optare per un rito alternativo.

*

Top