ISTAT, “grandi manovre” per creare nuove poltrone?

Dopo l’improbabile assunzione di Valerio Fiorespino, in un ruolo per il quale non ha né le competenze né l’esperienza (leggi qui) all’Istat continuano le “grandi manovre”. A ben guardare un po’ sospette. I maligni, infatti, in questa “riorganizzazione” vedono la volontà di creare una nuova (ma inutile) posizione dirigenziale. Sarà vero?

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca diceva qualcuno. Di fatti, la riorganizzazione avviata dall’Istat negli ultimi mesi suscita qualche perplessità. Come sottolinea il sindacato FLC-CGIL, nella primavera di quest’anno sono usciti numerosi provvedimenti di riorganizzazione e sono stati rivisti sia il numero che le funzioni delle strutture dirigenziali all’interno dell’Istituto di Statistica. E, a voler essere sospettosi, più che un’ottimizzazione delle risorse sembra una macchinazione per creare nuove poltrone sulle quali far accomodare l’amico di turno.

Tra le varie trasformazioni, la FLC-CGIL fa notare che quest’estate vi è stata un’ulteriore revisione dell’organizzazione, “con riferimento alla Direzione della comunicazione“. Una nota informativa inviata ai sindacati lo scorso 7 novembre spiegava i motivi per i quali era necessario scindere in due la struttura, “creando una direzione centrale dedicata più alla diffusione e allo sviluppo dell’informazione e cultura statistica, e un’altra alla comunicazione vera e propria (gestione delle attività di comunicazione delle informazioni statistiche prodotte dall’Istituto)“. Le due nuove direzioni risultanti dalla scissione della Direzione della comunicazione saranno attive dal prossimo 24 dicembre. Tanti auguri.

Dove sarebbe, dunque, il tanto sbandierato risparmio introdotto dalla modernizzazione della struttura? O, come al solito, non vale quando si tratta di “sistemare” gli amici? Anche perché, come sottolinea il sindacato, questa nuova direzione sembra non avere alcun senso, poiché “appare costituita da un solo servizio con grossomodo le stesse risorse di quello che attualmente svolge le medesime funzioni“.

Quel che è esilarante è la motivazione con cui la dirigenza dell’Istat ha cercato di giustificare la creazione ad personam di questa nuova direzione. Esilarante quasi quanto quella che tentava di motivare l’assunzione di un “incompetente” Fiorespino (leggi qui).

In estrema sintesi, la necessità di creare una nuova direzione soltanto 9 mesi dopo dalla riorganizzazione, secondo i piani alti, è data dalla necessità di rendere “più incisiva la penetrazione della cultura statistica, a tutti i livelli”, attraverso “l’individuazione di nuove modalità e piattaforme espressive”. Si parla di “potenzialità della statistica per la vita quotidiana”, e dunque della necessità di individuare  “nuove modalità e piattaforme espressive”. 

Tradotto: serve un nuovo (strapagato) direttore. Per fare quello che già si fa.

 

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