Philip Morris punta tutto su iQos: ”In futuro non venderemo più sigarette”

sigarette philp morris

Philip Morris ha lanciato iQos anche nel Regno Unito. Il nuovo prodotto, già presente in una dozzina di paesi tra cui l’Italia, potrebbe rappresentare la fine delle vendite delle sigarette.

La più grande azienda di tabacco al mondo, che tra i suoi brand annovera Marlboro e Chesterfield, ha dichiarato che potrebbe gradualmente eliminare le vendite delle sigarette tradizionali. Il colosso americano infatti, ha deciso di puntare tutto sull’iQos, un’alternativa meno dannosa per la salute, che non brucia il tabacco, ma lo scalda (vedi qui). André Calantzopoulos, amministratore delegato della Philp Morris, ha rivelato che la sua azienda ha investito 3 miliardi di dollari su questo nuovo prodotto, attraverso il quale i fumatori percepiranno lo stesso gusto del tabacco, ma con il 90% in meno di tossine nocive. “Penso che arriverà un giorno in cui ci saranno abbastanza prodotti alternativi da iniziare a immaginare, insieme ai governi, una graduale eliminazione delle sigarette. E spero che quel momento arrivi presto”, queste le parole che l’Ad ha rilasciato ieri in un’intervista alla Bbc.

Ma Philip Morris non è di certo l’unica multinazionale del tabacco ad aver immesso nel mercato prodotti meno dannosi. Le e-cigarettes, meglio note come sigarette elettroniche, sono già in commercio da qualche anno. La British American Tabacco è già entrata prepotentemente nel mercato con le sue ePen. Ma le novità introdotte dalla Philip Morris con iQos sono davvero entusiasmanti. Come osserva la Bbc, vuoi la confezione in perfetto stile Apple, le nuove sigarette sembrerebbero più “figlie della Silicon Valley” rispetto alle altre già in commercio. Inoltre, se la si vuol vedere da un punto di vista prettamente morale, gli “Heatsticks” (così sono chiamati i prodotti innovativi del tabacco) non si limiteranno solamente ad affiancare le sigarette tradizionali, ma le sostituiranno del tutto. Da alcuni test che la Philip Morris ha recentemente concluso in Giappone, si evince che il 70% dei fumatori passa alle iQos senza più voler ritornare alle sigarette tradizionali. Ed è proprio per questo motivo che Calantzopoulos le definisce un “sostituto a tutti gli effetti”.

Ma tutti i gruppi che sostengono la campagna contro il fumo, diffidano dall’iniziativa e invitano i consumatori a procedere con la massima cautela. “Occorrono severi controlli”, afferma Deborah Arnott, presidente di Action on Smoking and Health, che aggiunge: “ricordiamoci che la Philip Morris è un’azienda di tabacco e fa i suoi profitti vendendo sigarette. Secondo le ultime stime, nel ventunesimo secolo il fumo ucciderà 1 miliardo di persone, in maggioranza nei paesi poveri. Se la Philip Morris vuole davvero la fine del fumo deve smettere di promuovere il fumo, in particolare tra i giovani”.

Articoli correlati

*

Top