Popolare Vicenza: ritratto segreto di Iorio, ceo (d’oro) uscente

Fa discutere la buonuscita di Iorio (6,3 milioni dopo solo 18 mesi) da Popolare di Vicenza: una fonte interna ci ha svelato il suo operato.

Francesco Iorio, infatti, da alcune segnalazioni arrivate dall’interno di Popolare di Vicenza, si è presentato subito in banca come una persona arrogante, presupponente e sprezzante. Nessun rispetto verso i vecchi funzionari, trattati malamente, che avevano fatto solo il loro dovere e non erano certo responsabili di quanto deciso da Zonin e Sorato.

All’inizio arrivava sempre tardi alle riunioni e mentre Zonin lo presentava agli altri dipendenti, lui tirava fuori il telefonino e cominciava a giocare, a mandare SMS, a sbadigliare, anche quando Zonin gli parlava: e questo perchè voleva fargli capire che lo considerava una nullità.

E riguardo sprechi e costi? Sembra che in Popolare di Vicenza le agende per il 2016 fossero state già stampate a fine 2015: nonostante questo Iorio decise di mandarle al macero perche’ voleva far passare l’idea che lui era uno che risparmiva, a differenza di Zonin.

Qual era il livello di programmazione con Iorio? Dall’interno della banca trapela che non abbia mai avuto un piano. Anzi, invece di tenere la ciurma unita e remare tutti insieme, ha fatto l’esatto contrario, mettendo l’uno contro l’altro: in banca qualcuno sostiene che sia stato mandato da UBI per distruggere una pericolosa concorrente, molto attiva all’estero.

Inoltre, Zonin voleva far tornare Divo Gronchi che avrebbe gestito la patata bollente con piu’ discrezione, impedendo al valore azionario di azzerarsi. Invece – sempre secondo le segnalazioni – Iorio fu piazzato lì dalla BCE e da Draghi, pur non avendone i titoli: basta vedere il suo CV per capirlo. E’ uno che ogni due anni cambia lavoro e trova sempre qualche fesso che gli dà fiducia.

Per questo – secondo la regola di Peter, aveva già raggiunto il livello massimo della sua incompetenza – alla Ubi avevano stappato champagne quando se n’era andato e si sono subito lanciati nell’aprire nuovi uffici esteri, cosa alla quale lui e’ sempre stato contrario per partito preso.

L’unica cosa che è riuscita a fare in Pop Vicenza? È stata chiudere tutti gli uffici estero, che costavano poco e generavano buoni profitti. Un  vero fiore all’occhiello per la banca.  Invece di chiuderli avrebbe potuto venderli a una banca alla ricerca di estero.

Oltretutto, per rendere meglio l’idea, con lo stipendio annuo di Iorio quasi si pagava tutto l’estero: Shanghai, Hong Kong, San Paulo del Brasile, New York, Mosca. New Delhi e Mumbai chiuderanno a breve. Il loro costo si aggira sui 2,7 milioni annui, mentre lo stipendio di Iorio era di 1,8 milioni più bonus d’entrata e d’uscita.

Lui stesso l’aveva dichiarato alla stampa, prima del Natale 2015: “Gli uffici esteri costano poco ma li chiuderemo” prima ancora di parlarne in banca. L’importanza di questi uffici, ben radicati e ben funzionanti, per l’industria vicentina, toscana e siciliana, era enorme, essendo stati una grossa fonte di contatti, assistenza alle esportazioni e alle LC, ma ora tutti sono gia’ chiusi, senza che la stampa ne abbia mai parlato.

Iorio riuscì a imporre questa sua linea al vecchio consiglio della banca, prima che decadesse, creando un clima di “intimidazione camorristica” e senza che nessuno (tranne uno, un imprenditore vinicolo) abbia avuto il coraggio di dire che lui era contrario.

È chiaro come in Cina, Hong Kong e Brasile non vorranno piu’ sentire parlare di Banca Popolare di Vicenza. In Brasile – ad esempio – c’erano voluti 2 anni di avvocati e di spese per avere l’autorizzazione per aprire dalla banca centrale e dopo un anno e mezzo hanno chiuso.

Iorio, secondo le indiscrezioni arrivate dall’interno dell’istituto, avrebbe fatto il furbo e non avrebbe mai davvero tentato di salvare la banca. Non solo: avrebbe assunto in banca – da quanto si apprende – una squadra di persone poco capaci, come De Francisco, il suo vice, strapagandoli che ora rimarranno al loro posto. L’unico interesse di Iorio – dunque – sarebbe sempre stato quello di farci dei milioni e poi mollare la barca – meglio dire la banca – che affonda.

Tutti in banca sono rimasti basiti quando Atlante lo ha riconfermato con il nuovo consiglio: ora se ne e’ andato poco prima della pubblicazione del bilancio, che sara’ scritto in rosso sangue. Gli affari vanno a rotoli e Atlante, che lo sa lo ha buttato fuori a scarpate.

Per quale assurdo motivo Iorio non ha mai voluto incontrare i responsabili degli uffici esteri? A nessuno in Popolare di Vicenza è sembrata una cosa normale. Addirittura, durante la sua strombazzata visita negli USA alla ricerca di fondi d’investimento non ha neppure voluto visitare l’ufficio di New York della bamca e parlare con il suo esponsabile. Poi però quando si presentava ai convegni blaterava di globalizzazione.

Se cercava davvero fondi, perche’ non ha chiesto alle responsabili di Hong Kong e di Shanghai – che avevano contatti d’oro con miliardari cinesi – chiedendo loro di investire nel futuro della Banca? Aveva troppo da fare?

Eppure – secondo le testimonianze arrivate dalla banca – in banca lo si è visto sempre molto poco: negli ultimi due mesi non c’era quasi mai… nessuno sa che diavolo stesse facendo.

3 Commenti

  1. tommy said:

    Ho letto che Iorio ha rinunciato ad un milione di euro di buonuscita, in cambio della rinuncia della banca al patto di non concorrenza. Uomo generoso e modesto…
    Evidentemente, ha in serbo di riciclarsi presso la concorrenza; e qui sta la buona notizia, per Popolare di Vicenza: andrà a fare danni altrove e la banca berica non sarà così la peggiore del sistema.

  2. Carlo Alberto TORELLI said:

    …..Un “classico” dell’ Italico sistema che “tutto il mondo ci invidia”…..questo è un papavero nel novero di quella classe dirigente e/o politica costituità da nullità incompetenti, poco professionali e che si riciclano grazie solamente alle lobby di cui fanno parte…..chissà dove vedremo spuntare nuovamente questo “giullare di corte” prossimamente….???? Forse nei paesi arabi a fare il corrispondente per RAI come uno che fa rima…..con il pene….???? Che pena questo paese senza nè capo e nè coda dove questi “pirati da strapazzo” imperversano con mille complicità……

  3. Franco, Padova said:

    Bravo,perfetto tempismo uscire di scena una settimana prima del voto dell’Assemblea degli azionisti. Del resto come potevi votare col CDA l’azione di responsabilità contro Zonin che ti ha assunto. Avresti avuto una chiamata di correo e tu lo sai bene. La tua breve gestione ha condotto la banca alla distruzione del capitale a un passo dal fallimento. Arsenio Lupin non avrebbe potuto fare di meglio. Ti meriti la medaglia o la galera?

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